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Obbligo di mascherine a scuola, cosa dicono gli esperti

Bassetti, Galli, Ricciardi, Burioni, Rasi, Signorelli, fino al sindacato dei pediatri di famiglia: sull'uso della mascherina a scuola gli esperti sono divisi.

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La proposta del sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso ha acceso ulteriormente il dibattito sull’uso obbligatorio delle mascherine a scuola: cosa dicono gli esperti?

Mascherine a scuola, cosa dicono gli esperti

Se per Matteo Bassetti non c’è alcuna evidenza scientifica, ed è quindi favorevole alla rimozione dell’obbligo, il collega milanese Massimo Galli non sembra pienamente d’accordo.

Per il virologo dell’ospedale Sacco, infatti, la richiesta di eliminare l’obbligo “in termini scientificamente rigorosi, deve essere respinta”. A sua detta, sarebbe meglio tenere la mascherina anche a scuola, ma ogni istituto potrebbe decidere da sé a seconda della “capacità di arieggiare le aule”. Altri esperti si sono espressi sul tema.

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, ospite di SkyTg24, si è detto “convinto che soprattutto durante le lezioni, quando i nostri ragazzi e i nostri bambini sono seduti al proprio posto, si possano togliere le mascherine.

Per questo motivo, si augura “che ci possa essere lo spazio per fare un’ulteriore, riflessione pur consapevole che siamo certamente ormai vicini alla scadenza dell’anno scolastico. Sarebbe un ulteriore segnale di fiducia ai cittadini. Mi auguro che si possa aprire una riflessione”.

Su Twitter Roberto Burioni, docente all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha scritto: “A chi dice che non ci sono dati da studi controllati sull’efficacia delle mascherine a scuola, ricordo che dati da studi controllati mancano anche riguardo all’efficacia del paracadute.

A esprimere il suo parere sul tema della mascherina obbligatoria a scuola è anche Guido Rasi, responsabile scientifico Consulcesi ed ex direttore esecutivo dell’Ema. “Fatto salvo che la mascherina rimane un presidio per proteggere l’individuo e ciascuno di noi dovrebbe ormai sapere come, la Ffp2 ben stretta sul naso, e quando usarla in base alle circostanze, nell’ultimo mese di scuola lascerei liberi i bambini e i ragazzi dall’obbligo della mascherina.

Dopo la scuola hanno una vita sociale e tante interazioni che non prevedono più l’obbligo della mascherina. Magari l’insegnante può considerare di tenerla in aula”, ha dichiarato. Inoltre, ribadisce l’importanza ditenere le finestre possibilmente aperte dove le condizioni lo permettono per una buona ventilazione”.

Non la vede nello stesso modo Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza. “Con varianti di Sars -Cov-2 così contagiose come quelle che stanno emergendo, è opportuno e necessario essere ancora cauti. Le coperture vaccinali nelle scuole sono bassissime, non arrivano al 40%, e servirebbe sicuramente aumentarle. Bisogna quindi continuare a portare la mascherina fino alla fine dell’anno scolastico. In spazi chiusi, con un virus più contagioso e in spazi limitati, il rischio di infettarsi è alto”, è il suo commento. Per lui quindi: “Non bastano le finestre aperte: per combattere questo virus serve applicare più misure contemporaneamente. La prima, quella più importante, è la vaccinazione dei bambini per la quale vanno aumentate le coperture. La seconda è quella dell’uso delle mascherine, seguita da aerazione, distanza sociale, igiene”.

Carlo Signorelli, ordinario di Igiene dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ricorda che la pandemia non è finita e, per questo motivo, tenere la mascherina è meglio che non averla rispetto a un virus ancora circolante. Questo sacrificio, che poi è solo di tre settimane, ha senso rispetto a un’infezione che sta ancora girando. Credo che non cambi l’impatto generale e che si possa chiudere l’anno senza magari rischiare di avere, sul finale, qualche focolaio che poi costringe a prendere altri provvedimenti peggiori. La mascherina non è una garanzia del 100%, ma protegge“.

Il parere dei pediatri

A commentare il dibattito sull’uso della mascherina a scuola è Paolo Biasci, presidente della Fimp, il sindacato dei pediatri di famiglia.

“Mancano tre settimane alla fine della scuola. Non ha molto senso sollevare discussioni sulla mascherina a scuola. Le norme ci sono e sono ponderate. Vanno seguite. È un piccolo sacrificio, sopportabile, che protegge”, ha sottolineato.

Quindi ha aggiunto: “Quando la scuola sarà chiusa, i bambini e i ragazzi potranno stare all’aria aperta, andare al mare, fuori città e questo potrebbe migliorare ancora la situazione epidemiologica. In questo momento parliamo di un piccolo sacrificio per gli ultimi giorni, che può essere benissimo sostenuto. Pensiamo piuttosto agli ultimi due anni, tre settimane non credo che possano influire“.

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