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Omicidio Diabolik, chi è Raul Esteban Calderon l’uomo accusato di aver ucciso Piscitelli

Classe 1969, l'argentino Raul Esteban Calderon è arrivato in Italia a fine anni '90, ma la lista di reati a suo carico è lunga. Chi è.

Raul Calderon chi è

Ha 52 anni e sarebbe proprio lui, secondo le accuse ad aver ucciso nel 2019 Fabrizio Piscitelli, l’ultrà laziale che ha perso la vita al Parco degli Acquedotti quel giorno del 7 agosto. Il nome di Raul Esteban Calderon è ritornato agli onori della cronaca solo in queste ultime ore, ma la lista di reati a carico dell’uomo, classe 1969 è lunga, tanto che il suo nome in passato è stato associato ad un giro di furti e rapine. 

Raul Calderon chi è, una lista di precedente ultradecennale

Prima ancora che l’uccisione dell’ultrà Piscitelli, il nome di Calderon è associato   ad una lunga lista di reati tanto che il primo arresto risale al 2003 quando venne colto in flagrante mentre stava rubando una Fiat Panda. Emerse in seguito come il terreno dell’uomo fosse proprio il furto di auto, ma anche rapine, come quella compiuta ai danni di una gioielleria di Grosseto nel 2016. Tra i nomi considerati vicini a Calderon – riporta Open – vi sarebbe proprio in questo particolare frangente Augusto Giuseppucci fratello nientemeno di uno dei fondatori della celebre Banda della Magliana. 

Raul Calderon chi è, due omicidi in due anni 

Arriviamo proprio in questi ultimi due anni, all’omicidio di “Diabolik” del 7 agosto 2019, un omicidio che – secondo gli inquirenti – sarebbe strettamente collegato a quello di  Shevaj Selavdi avvenuto a Torvajanica il 20 settembre 2020. Ad aver assassinato Selavdi sarebbe stato infatti la stessa persona. In questo secondo omicidio sarebbe stato coinvolto anche Enrico Bennato, pregiudicato e già detenuto da maggio, accusato però di ben altri reati. 

Raul Calderon chi è, il grande raccordo criminale 

L’omicidio di Piscitelli sarebbe dunque solo la punta dell’iceberg, un tassello di qualcosa di molto più grande. Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti, “Diabolik” si era ritagliato negli anni un ruolo di primo piano nel giro della droga capitolina.

Nel 2013 venne arrestato perché nei piani di Piscitelli era presente l’importazione di Hashish dalla Spagna. L’uomo infatti – insieme a Paolo Diana, stava cercando di instaurare un accordo con Michele Senese, noto boss camorrista.

Al centro della maxi indagine “Grande Raccordo Criminale” era presente proprio Piscitelli, un’operazione questa che portò all’epoca all’arresto di oltre 50 persone. 

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