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Omicidio Willy Monteiro Duarte, padre dei fratelli Bianchi aggredisce giornalista della Rai

In occasione di un servizio sull’omicidio Willy Monteiro Duarte, una troupe della Rai è stata aggredita dal padre dei fratelli Bianchi.

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Il padre dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi, in carcere per l’omicidio volontario di Willy Monteiro Duarte, ha aggredito la troupe afferente al programma Rai La vita in diretta. La troupe era stata inviata presso la villa della famiglia Bianchi per intervistare la madre dei due fratelli e chiederle spiegazioni in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate sulla vicenda che ha portato alla morte del giovane Willy Monteiro Duarte.

Omicidio Willy Monteiro Duarte, padre dei fratelli Bianchi aggredisce giornalista della Rai

Una troupe de La vita in diretta, programma televisivo della Rai, è stata minacciata e aggredita dal padre dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi, accusati dell’omicidio volontario di Willy Monteiro Duarte e attualmente reclusi in carcere.

Una giornalista e un cameraman erano stati incaricati di recarsi presso la villa della famiglia Bianchi per intervistare la madre dei due ragazzi arrestati e chiederle delucidazioni su alcune dichiarazioni che la donna aveva pronunciato durante dei colloqui avvenuti in prigione circa un anno fa.

In particolare, la frase pronunciata dalla madre dei fratelli Bianchi sulla morte di Willy Monteiro Duarte era stata: “Lo hanno messo in prima pagina, manco fosse morta la regina”.

Nel momento in cui la troupe ha tentato di farsi ricevere dalla donna, quest’ultima ha minacciato e insultato i giornalisti. Poco dopo, è stata raggiunta dal marito che ha aggredito il cameraman, rendendo necessario l’intervento del 118. L’operatore, infatti, è stato soccorso dai paramedici che gli hanno fornito le prime cure a causa delle ferite riportate e lo hanno portato in ospedale.

Il cameraman è, infine, stato dimesso con una prognosi di sette giorni.

Durante l’aggressione, in sottofondo, è possibile ascoltare lo zio dei fratelli Bianchi mentre incita il padre e gli suggerisce di liberare i cani.

Omicidio Willy Monteiro Duarte, le intercettazioni in carcere

La vicenda si è verificata in seguito alla diffusione di alcune intercettazioni di colloqui avvenuti in carcere tra Marco Bianchi, Gabriele Bianchi e Mario Pincarelli e i rispettivi familiari.

Le intercettazioni risalgono a circa un anno fa e seguono di pochi giorni il drammatico omicidio di Willy Monteiro Duarte.

In questo contesto, i tre reclusi hanno raccontato ai parenti della loro vita in carcere, vissuta all’insegna di insulti e minacce di morte.

Nel corso di uno dei colloqui, la madre dei fratelli Bianchi si rivolge al figlio Gabriele, asserendo: “È una cosa, figlio mio, che hanno messo in prima pagina. Manco fosse morta la regina”.

L’affermazione della donna si riferisce al giovane Willy e ha generato una nuova ondata di sdegno e disgusto rispetto alla drammatica morte del 21enne residente a Paliano.

La sentenza relativa al processo sull’omicidio volontario verrà pronunciata nei primi mesi del 2022: gli imputati rischiano di dover scontare l’ergastolo.

Omicidio Willy Monteiro Duarte, le minacce in prigione ai fratelli Bianchi

Per quanto riguarda le intercettazioni, inoltre, in uno dei colloqui con i familiari, Marco Bianchi ha raccontato: “Ci sputano nel piatto, ci chiamano infami. Una volta mi hanno messo un chiodo dentro il dentifricio. Ci stanno i bravi e ci stanno quelli non bravi, le merde”.

Allo stesso modo, anche Mario Pincarelli ha riferito a suo padre di essere stato aggredito e insultato dagli altri detenuti e di aver pensato, una volta, di togliersi la vita piuttosto che sopportare la vita in carcere.

Intanto, l’avvocato dei fratelli Bianchi, Massimiliano Pica, ha smentito quanto dichiarato dai suoi assistiti, sostenendo: “Assolutamente no, non mi risultano violenze o minacce nei confronti dei miei assistiti. Non posso comprovare quanto riportato dai giornali, quello che viene scritto non mi risulta. Vado a trovarli tutte le settimane: se si fossero sentiti in pericolo, me lo avrebbero detto”.

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