Nella Striscia di Gaza la crisi energetica sta avendo conseguenze devastanti sul sistema sanitario. Gli ospedali, già duramente colpiti dai bombardamenti, si trovano a dover affrontare interruzioni di corrente che mettono a rischio la vita dei pazienti. La situazione è critica, con generatori sovraccaricati e carenze di carburante che rendono impossibile garantire le cure essenziali.
La situazione critica di Al-Aqsa Martyrs Hospital
L’Al-Aqsa Martyrs Hospital di Deir el-Balah è uno dei tanti ospedali che stanno affrontando gravi difficoltà. Omar Abu Atwa, un autista di 30 anni ha vissuto in prima persona le conseguenze di questa crisi. Dopo un’esplosione, è stato portato in ospedale per essere curato, ma la mancanza di elettricità ha reso impossibile eseguire una radiografia alla sua mano ferita.
Ha dovuto attendere sei ore prima di poter ricevere qualsiasi trattamento, un’esperienza comune per molti pazienti nella Striscia di Gaza.
“Ho aspettato per molte ore all’interno dell’ospedale nella speranza che l’elettricità tornasse e che le apparecchiature mediche potessero funzionare nuovamente”, ha raccontato Omar. “Durante quel tempo, ero in dolore e ansia perché non sapevo la natura della mia lesione o se la mia condizione richiedesse un intervento medico urgente.”
Le conseguenze dei bombardamenti
La situazione attuale è il risultato di mesi di bombardamenti che hanno distrutto gran parte delle infrastrutture energetiche della Striscia di Gaza. Secondo i dati, 38 ospedali e 96 centri di assistenza primaria sono stati distrutti o resi inoperativi. Inoltre, circa il 90 percento delle linee elettriche è stato danneggiato, costringendo gli ospedali a fare affidamento su generatori per l’energia.
La mancanza di carburante e le conseguenze per i pazienti
La carenza di carburante è uno dei principali problemi che gli ospedali devono affrontare. I generatori, già sovraccaricati, non riescono a garantire un’adeguata fornitura di energia per le apparecchiature mediche essenziali, come ventilatoriincubatrici e dispositivi di monitoraggio. Questo ha portato a interruzioni di corrente che mettono a rischio la vita dei pazienti, soprattutto in terapie intensivesale operatorie e reparti di neonatologia.
“Ciò che stiamo vivendo oggi non è solo una carenza di elettricità, ma una crisi cumulativa che include generatori usurati, carenza di carburante e mancanza di pezzi di ricambio necessari per la manutenzione”, ha dichiarato il chirurgo Omar al-Ashtal. “La continuazione di questa situazione minaccia la capacità dell’ospedale di rispondere alle emergenze e aumenta la sofferenza dei pazienti in attesa di trattamento e assistenza medica.”
Le testimonianze del personale sanitario
Il personale sanitario sta facendo del suo meglio per affrontare la situazione. L’infermiere Hamza Nawas ha descritto le difficoltà che devono affrontare ogni giorno. “Viviamo sotto pressione quotidiana a causa della crisi elettrica. Di notte, le difficoltà aumentano, soprattutto con l’aumento delle temperature e l’interruzione di alcuni servizi legati all’energia”, ha detto. “Cerchiamo di continuare a fornire assistenza nel miglior modo possibile, ma le attuali condizioni rendono il lavoro più difficile e complesso.”
L’ingegnere Omar al-Ghariz specialista in sistemi energetici presso l’Al-Aqsa Martyrs Hospital, ha spiegato che i generatori sono stati in funzione continua per mesi, superando la loro capacità normale. “I generatori elettrici dell’Al-Aqsa Martyrs Hospital sono stati in funzione continua per molti mesi sotto carichi che superano la loro capacità normale, a causa della totale dipendenza da essi in mezzo a continui blackout”, ha affermato. “Questo ha portato a un significativo usura di molti componenti dei generatori e un aumento notevole dei malfunzionamenti tecnici.”
La situazione è critica e richiede un intervento urgente. Senza nuovi generatori, pezzi di ricambio e supporto tecnico immediato, la capacità degli ospedali di Gaza di fornire assistenza medica essenziale è gravemente compromessa.
