Le ricerche per il ritrovamento della testa decapitata di Pamela Genini proseguono senza sosta in Valle Imagna, nella Bergamasca, dove le forze dell’ordine stanno setacciando aree boschive e rurali con l’ausilio di unità cinofile specializzate. Le operazioni si inseriscono anche nel contesto dell’inchiesta che vede Francesco Dolci, ex fidanzato della vittima, indagato per vilipendio e furto di cadavere.
Pamela Genini e testa trafugata: inchiesta, sospetti e dichiarazioni degli indagati e dei familiari
Parallelamente alle ricerche, si sviluppa anche il fronte investigativo che ruota attorno alla figura di Francesco Dolci, ex fidanzato della vittima e unico indagato dal 6 maggio per vilipendio di cadavere e presunto furto della testa. Le attenzioni degli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Giancarlo Mancusi, si sono concentrate su di lui anche a seguito di presenze e accessi ritenuti anomali al cimitero di Strozza.
L’imprenditore ha sempre respinto ogni accusa, spiegando tali episodi come gesti di vicinanza verso la giovane.
Nel corso delle operazioni, le ricerche si sono estese anche alle proprietà di Dolci a Sant’Omobono Terme, in Valle Imagna, già perquisite in precedenza insieme all’abitazione dei genitori.
Sul fronte delle dichiarazioni, Dolci ha affermato ai microfoni di Dentro la notizia: “Non penso che verrò fermato altrimenti sarei stato accompagnato da un carabiniere.
Anche oggi non hanno aspettato l’avvocato. I cani molecolari hanno passato anche le case dei miei vicini. Non hanno trovato nulla”. Ha inoltre rivolto un appello alla madre della giovane, dichiarando: “Se Pamela fosse viva mi difenderebbe. La mamma questo lo sa benissimo. Ora entriamo in caserma”.
In precedenza, la madre della vittima, Patrizia, aveva espresso dubbi sul coinvolgimento dell’indagato, sottolineando in televisione: “Se è indagato, dovrebbe essere interrogato dalla polizia e far capire dove si trova la testa di Pamela. Spero che riusciranno a risalire alla verità”.
Pamela Genini e testa decapitata, ricerche vicine a una svolta? Chiusa una strada
Proseguono senza sosta anche oggi le ricerche nella Bergamasca per rintracciare la testa di Pamela Genini, originaria di Strozza. La giovane, uccisa il 14 ottobre a Milano dall’ex compagno Gianluca Soncin, è stata al centro di un ulteriore atto di profanazione dopo la sepoltura: la sua tomba, nel cimitero del paese, è stata violata e il capo è stato trafugato dalla bara.
Come riportato da Leggo, le attività si concentrano in particolare nei boschi attorno al santuario della Madonna Addolorata della Cornabusa, in Valle Imagna, dove i carabinieri del comando provinciale di Bergamo stanno operando insieme a un’unità cinofila specializzata arrivata da Firenze. I cani Claus e Hula, rispettivamente un pastore belga malinois e un pastore tedesco, sono impiegati nella ricerca di resti umani anche in aree complesse grazie alla loro capacità di individuare tracce legate alla decomposizione.
Per agevolare le operazioni è stata disposta la chiusura temporanea della provinciale 14 all’altezza di Ponte Giurino, causando disagi alla circolazione locale. L’area di intervento è stata suddivisa in settori, che verranno controllati progressivamente.