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Paziente morto di covid al Monaldi: i parenti aggrediscono i sanitari

Paziente morto di covid al Monaldi: i parenti aggrediscono i sanitari. Uno degli operatori è finito al Pronto Soccorso con diversi traumi

L'ospedale Monaldi di Napoli

Paziente morto di covid al Monaldi: i parenti aggrediscono i sanitari e uno di loro spedisce un operatore dell’ospedale napoletano al Pronto Soccorso con diversi traumi. L’ennesimo episodio di violenza ingiustificata, ancorché innescata da una faccenda traumatica come il decesso di un affetto, si è consumato nella serata di ieri, martedì 13 aprile, presso l’ospedale Monaldi di Napoli.

Ma cosa è accaduto per la precisione? Secondo quanto riportato dal Mattino nelle corsie del nosocomio partenopeo si sono sovrapposte due tragedie: la prima, legata alla morte di un paziente a causa delle complicazioni del “solito” maledetto covid.

Paziente morto di covid, il raid punitivo

La seconda poi, innescata dalla reazione violentissima ed assolutamente ingiustificata di un gruppetto di parenti della vittima. Ad ogni modo tutto è accaduto intorno alle 22.30: subito dopo la constatazione di decesso della vittima del covid e l’informativa, di prammatica e dolorosa, ai sui cari, è scoppiato il finimondo.

I parenti giunti in reparto avrebbero messo in atto una vera e propria “rivolta” con annesso raid “punitivo” nei confronti di strutture ed operatori del Monaldi. Neanche un mese fa, all’Ospedale del Mare sempre a Napoli un episodio simile era stato immortalato in un video girato addirittura dagli stessi aggressori.

Sanitario costretto a farsi refertare

Calci, mobili rotti e pugni ad un operatore dell’ospedale. Quest’ultimo sarebbe stato costretto, tanta la violenza dei colpi che avrebbe ricevuto, a ricorrere alle tempestive cure dei suoi stessi colleghi del Cto.

Per lui una prognosi abbastanza lunga a seguito di un trauma cranico, di contusioni multiple, ecchimosi al labbro inferiore e superiore e addirittura della perdita della capsula di un dente. A seguito dell’aggressione (non è dato sapere se a colpire sia stata più di una persona) è scattata l’immediata denuncia alle forze dell’ordine allertate. Episodi simili continuano a compromettere il clima di serenità che dovrebbe accompagnare il personale sanitario, già provato dalle continue sollecitazioni lavorative ed emotive innescate dalla pandemia.

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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Giampiero Casoni

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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