Dietro il sistema “compra ora e paga dopo” che permette di pagare a rate, si nasconde un problema molto più serio. In Francia, infatti, sono sempre più le persone che non riescono a sostenere i propri debiti. I crediti al consumo rappresentano il 44% dell’indebitamento delle famiglie in difficoltà. Secondo i dati pubblicati dalla Banca di Francia il 13 ottobre, nei primi nove mesi dell’anno sono state inoltrate oltre 121.000 richieste per accedere alle procedure di sovraindebitamento.
Si tratta di un aumento dell’11% rispetto al periodo dell’anno precedente.
Comprare a rate è sempre più facile.
Questo modello arrivato dagli Stati Uniti permette di acquistare un prodotto subito e pagarlo a rate. Una possibilità che può sembrare comoda, soprattutto quando non si ha abbastanza denaro a disposizione, ma che può diventare scomoda se si accumulano troppi pagamenti.
I prestiti al consumo, infatti, vengono utilizzati per comprare beni e servizi per la vita quotidiana. Il problema è che, pagando poco alla volta, si rischia di non rendersi conto di quanto si sta spendendo davvero.
Le testimonianze raccolte da Le Monde
Il quotidiano francese Le Monde ha voluto mettere in evidenza la testimonianza di Yves, 77 anni, che vive a Parigi e si è rivolto a Crésus Île-de-France, una rete associativa no-profit che lotta contro il sovraindebitamento e l’esclusione bancaria.
Racconta di aver pagato sempre regolarmente l’affitto e di non aver mai avuto debiti in passato. Con il passare degli anni, però, ha stipulato quattro prestiti al consumo con Cofidis e Sofinco. Adesso si ritrova a pagare complessivamente 377 euro al mese di rate, una cifra notevole se si considera che la sua pensione è di 1.042 euro mensili. Il suo caso è stato preso dalla Banque de France, che gli ha fissato un appuntamento con l’obiettivo di abbassare gli interessi e ridurre le rate mensili a circa 100 euro.
Ancora più grave è il caso di una donna che, nel corso del tempo, ha ottenuto ben 60 prestit i al consumo senza che nessuno la fermasse: doveva rimborsare 10.875 euro al mese. Secondo quanto riportato da Today, una consulente del centro Crésus ha raccontato a Le Monde: “Ci dicono che gli operatori controllano gli estratti conto bancari dei clienti prima di concedere prestiti al consumo o pagamenti rateali. Non è vero”.
Un altro grave problema riguarda gli affitti non pagati. È il caso di Étienne, ex quadro informatico laureato all’École des Mines, che ha perso il suo lavoro durante la pandemia COVID-19 nel 2020. Dopo aver finito le indennità di disoccupazione, adesso vive con un sussidio di 604 euro al mese mentre il suo affitto ne costa 920 euro. Da gennaio 2025 ha smesso di pagare l’affitto e quando si è rivolto all’associazione Crésus aveva accumulato 11.538 euro di arretrati.
Il problema dei pagamenti che si accumulano
Secondo Hélène Tanguy, direttrice dei servizi ai privati della Banque de France, il rischio non è tanto l’eccesso di credito quanto l’accumulo di piccoli impegni, senza che la persona ne sia consapevole. Già dal 2010 la Francia ha introdotto norme per contenere il fenomeno, vietando ad esempio le forme di credito più rischiose.
Un fenomeno che riguarda anche l’Italia
Anche nel nostro Paese il sistema “compra ora e paga dopo” sta crescendo in modo forte. Secondo il Crif Market Outlook, nel secondo semestre del 2025 i finanziamenti attraverso questa modalità sono aumentati del 23% rispetto allo stesso periodo del 2024 e del 220% in confronto al primo semestre del 2022. I prestiti tradizionali sotto i 1.500 euro sono calati del 10%. Dal rapporto emerge inoltre che il 55% delle richieste arriva da donne. Quanto all’età il 34% dei clienti appartiene alla generazione X e il 29,5% ai millennials.
