Sono 22 gli operatori sanitari indagati nell’inchiesta sulla morte del neonato deceduto poche ore dopo la nascita all’ospedale di Perugia. La Procura vuole fare chiarezza su quanto accaduto tra il parto a Foligno e il successivo trasferimento in Terapia intensiva neonatale: l’autopsia dovrà contribuire a stabilire le cause del decesso e a ricostruire eventuali responsabilità.
Perugia, neonato morto in ospedale dopo la nascita: il parto, il trasferimento d’urgenza e l’autopsia
Secondo le prime informazioni di Tgcom24, il parto sarebbe stato caratterizzato da alcune complicazioni e, per agevolare la nascita, sarebbe stata utilizzata una ventosa. Nelle ore successive il piccolo avrebbe manifestato segnali di malessere, con un rapido peggioramento delle condizioni cliniche.
I sanitari dell’ospedale di Foligno avrebbero quindi disposto il trasferimento urgente del neonato alla Terapia intensiva neonatale del Santa Maria della Misericordia di Perugia. Il bambino sarebbe arrivato in condizioni ormai disperate e, nonostante i tentativi degli specialisti, è deceduto.
I genitori, che vogliono fare chiarezza sulle cause della morte e verificare le procedure seguite durante l’assistenza, hanno presentato denuncia.
La Procura ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche dei due ospedali e ha identificato gli operatori coinvolti nel percorso assistenziale della madre, una donna di 32 anni, e del neonato. Gli accertamenti dovranno ricostruire l’intera sequenza degli eventi: dalla gestione del parto alle condizioni del bambino dopo la nascita, dai tempi delle valutazioni mediche alla decisione di trasferirlo a Perugia, fino al trasporto e alle cure ricevute in Terapia intensiva neonatale.
L’autopsia è prevista per sabato mattina e dovrà contribuire a stabilire le cause del decesso e a verificare l’eventuale collegamento con l’attività sanitaria prestata.
Perugia, neonato morto in ospedale dopo la nascita: 22 operatori sanitari indagati
Come riportato da Sky Tg24, sarebbero 22 gli operatori sanitari degli ospedali di Foligno e Perugia iscritti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Pietro Porzi, il neonato deceduto il 16 settembre all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, poche ore dopo essere nato nella struttura ospedaliera di Foligno.
Il fascicolo è coordinato dalla Procura di Perugia ed è stato aperto dopo la denuncia presentata dai genitori ai carabinieri. Gli operatori coinvolti, tra medici e infermieri che hanno assistito la madre e il bambino nelle due strutture, sarebbero accusati, a vario titolo, di omicidio colposo in concorso e di responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.
L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un passaggio legato agli accertamenti medico-legali e non costituisce un’accertata responsabilità. Nell’avviso di garanzia, notificato in occasione della fissazione dell’autopsia, si farebbe riferimento a sanitari che, “nei rispettivi ruoli, desumibili dal contenuto delle cartelle cliniche e della documentazione sanitaria in atti”, potrebbero aver “cagionato la morte” del neonato “a seguito del parto”. L’atto consente inoltre agli interessati di partecipare agli accertamenti irripetibili e di tutelare i propri diritti durante l’inchiesta.
