Un’inchiesta della Procura di Novara ha portato all’arresto di una giovane coppia accusata di gravi maltrattamenti in famiglia, nell’ambito di una vicenda che riguarda la morte di un neonato avvenuta nel 2024. Le indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dall’autorità giudiziaria, hanno ricostruito una serie di episodi precedenti e contestano ai genitori condotte violente con esiti fatali sul bambino.
Neonato morì a 7 mesi per maltrattamenti nel Novarese: ricostruzione medica e contestazioni penali
Il bambino, nato nel marzo 2024 e deceduto il 14 novembre dello stesso anno a sette mesi, sarebbe morto – secondo l’ipotesi accusatoria – come conseguenza non intenzionale dei maltrattamenti subiti. Come riportato da Mediaset Tgcom24, gli accertamenti medico-legali hanno escluso cause naturali o accidentali, individuando un quadro di gravi traumi compatibili con azioni esterne.
In particolare, le perizie avrebbero rilevato “reiterati traumi contusivi al capo e a una significativa compressione toracico-vertebrale”, elementi ritenuti determinanti nel decesso.
Secondo gli specialisti, la morte sarebbe sopraggiunta per insufficienza respiratoria acuta in un contesto riconducibile alle lesioni riportate. Gli investigatori hanno inoltre evidenziato come le ferite siano compatibili con “condotte violente riconducibili a terzi, escludendo cause accidentali o naturali”.
Alla coppia vengono contestati anche precedenti episodi di lesioni personali pluriaggravate legati ad altri presunti maltrattamenti già documentati in passato, rafforzando il quadro accusatorio ricostruito dalla Procura.
Neonato morì a 7 mesi per maltrattamenti nel Novarese: genitori 20enni arrestati in Svizzera
Una giovane coppia, residente a Borgomanero, è finita al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura novarese e dai carabinieri del nucleo investigativo. I due, di 28 e 27 anni, sono stati fermati in Svizzera grazie alla collaborazione internazionale con l’Interpol e alle autorità elvetiche. Nei loro confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del Tribunale di Novara, Niccolò Bencini, con l’ipotesi di “maltrattamenti in famiglia pluriaggravati”, contestazione confermata anche dal Tribunale del Riesame di Torino, che ha evidenziato il rischio di fuga e la pericolosità sociale degli indagati.
Stando a quanto riportato dalle prime indiscrezioni di Mediaset Tgcom24, nel quadro delle accuse figurerebbe anche la sottrazione della figlia primogenita, avvenuta quando la coppia si sarebbe resa irreperibile espatriando nel luglio 2025. Già in passato sarebbero emersi elementi critici: il neonato, nei primi mesi di vita, sarebbe stato ricoverato per oltre venti giorni con lesioni e fratture, mentre le spiegazioni dei genitori erano state definite dagli inquirenti “tra loro discordanti, sono state ritenute inattendibili”. In seguito, il provvedimento di allontanamento del minore era stato revocato dalla Corte d’Appello.