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Piastrinopenia autoimmune, cos’è la malattia di cui soffriva la 18enne morta dopo Astrazeneca a Genova

Secondo quanto appreso la 18enne morta dopo il vaccino AstraZeneca soffriva di piastrinopenia autoimmune e assumeva una doppia terapia ormonale.

piastrinopenia autoimmune

Emergono nuovi dettagli dalle indagini sulla 18enne di Sestri Levante deceduta dopo aver assunto la prima dose di vaccino AstraZeneca. Secondo quanto appurato la giovane soffriva infatti di una malattia nota come piastrinopenia autoimmune familiare e proprio per questo motivo assumeva una doppia terapia ormonale.

Gli investigatori stanno al momento cercando di capire se la suddetta patologia fosse indicata nella scheda consegnata alla ragazza prima della somministrazione del vaccino, avvenuta il 25 maggio scorso con i primi sintomi della trombosi che sono comparsi il 3 giugno successivo.

Piastrinopenia autoimmune, cos’è la malattia di cui soffriva la 18enne morta dopo Astrazeneca

Con il termine piastrinopenia (o anche trombocitopenia) si intende una quantità di piastrine all’interno dell’organismo che è inferiore alle 150mila per millimetro cubo.

La giovane di Sestri Levante era ricoverata presso il Policlinico San Martino di Genova dallo scorso 5 giugno ed era stata sottoposta a un intervento di neuroradiologia per rimuovere meccanicamente il trombo.

Successivamente l’equipe neurochirurgica era intervenuta anche con un’operazione, necessaria ad allentare la pressione intracranica derivante dall’emorragia, ma purtroppo gli sforzi sono stati vani e la ragazza è morta nella serata del 19 giugno.

Piastrinopenia autoimmune, le indagini dei carabinieri

Al fine di chiarire le effettive responsabilità della morte della giovane, in queste ultime ore i carabinieri del Nas di Genova stanno acquisendo le cartelle cliniche e tutta la documentazione medica inerente alla ragazza deceduta. I militari, delegati dai pm Francesca Rombolà e Stefano Puppo insieme all’aggiunto Francesco Pinto, si stanno inoltre recando presso gli ospedali di Lavagna, e di Genova, dove la ragaza è stata ricoverata a partire dallo scorso 3 giugno.

In precedenza la stessa Asl 4 aveva eseguito degli approfondimenti in tal senso, come dichiarato all’Ansa dal direttore generale Paolo Petralia: “La direzione sanitaria ha acquisito in data 7 giugno dettagliata relazione del direttore del pronto soccorso sul percorso relativo alla paziente e, ritenendola esaustiva, non ha al momento attivato ulteriori iniziative.

Piastrinopenia autoimmune, il commento del primario del Policlinioco di Genova

Intervenuto sula vicenda anche il dottor Gianluigi Zona, primario del raperto di neurochirurgia del San Martino di Genova che ha operato direttamente la ragazza. Riferendosi ai genitori della 18enne il medico ha riferito: “Condivido il loro terribile lutto e ammiro la loro grande dignità, il grande senso civile che li ha portati a consentire la donazione degli organi, un gesto di grande maturità e di grande civiltà. […] In situazioni così gravi le tenti davvero tutte, ma l’occlusione così vasta di più drenaggi contemporaneamente è un fenomeno tanto grave quanto raro. Una situazione ai limiti”.

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