L’omicidio di venerdì a Verona dove a morire è stata una donna anziana potrebbe essere vicino ad una svolta importante, già secondo gli inquirenti il principale colpevole era il figlio che è stato portato in carcere in una cella ordinaria, condividendola con altri detenuti ed è stato sentito in interrogatorio.
Udienza fissata per il prossimo lunedì
Sarà lunedì 10 agosto alle ore 09:30 nel carcere di Verona l’udienza per la convalida del fermo di Andrea Rizzardi Recchia, formalmente accusato di aver ucciso la madre a coltellate, lo scorso venerdì nella loro casa in via Bocconi a Verona.
L’uomo ritiene illecita la sua collocazione in carcere, in quanto non si ritiene colpevole di quanto accaduto, durante l’interrogatorio avrebbe ripetuto più volte di non essere colpevole e di uscire dal carcere presto per tornare a lavorare.
“L’ho fatto per lei, non merito il carcere”
Durante la testimonianza avrebbe detto più volte di averlo “fatto per lei” in quanto la madre 88enne avrebbe espresso più volte il desiderio di voler morire. Malata da tempo con complicanze gravi, il quadro della salute della donna era compromesso.
Gli avvocati di Rizzardi Recchia a seguito delle frasi sconclusionate pronunciate dall’uomo avrebbero intenzione di far fare al pittore 52enne una perizia psichiatrica, difatti avrebbe pronunciato frasi prive di senso rispetto all’omicidio.
Sul restare in carcere l’uomo si è detto fiducioso di uscirne presto, poiché non avrebbe motivo di rimanere all’interno della casa circondariale, dato che ha esaudito solamente il desiderio della madre, come riporta il sito Leggo.it.
La frase emblematica a fine interrogatorio – “devo andare a lavorare in un posto con l’aria tersa che ripulirà il mio cervello”.
