End the Cage Age, niente più gabbie negli allevamenti
End the Cage Age, niente più gabbie negli allevamenti
Politica

End the Cage Age, niente più gabbie negli allevamenti

end the cage age, contro le gabbie
end the cage age, contro le gabbie

La petizione europea End the Cage Age arriva in Italia: "basta all'uso delle gabbie negli allevamenti, è una pratica barbara e anacronistica".

Si diffonde anche in Italia la petizione europea End the Cage Age, che propone di introdurre il divieto di utilizzo di gabbie negli allevamenti. Il 17 ottobre alla Camera dei Deputati ha avuto luogo il lancio in Italia della petizione, in presenza della ministra della Salute Giulia Grillo, che ha dichiarato: “Mi auguro che questa iniziativa dei cittadini raggiunga l’obiettivo prefissato di un milione di firme“. L’iniziativa muove da un’esigenza portata avanti dai cittadini europei, convinti che si possa e si debba trovare un modo alternativo di allevare gli animali, senza condannarli a sofferenze estreme non giustificabili.

end the cage age inaugurazione

End the Cage Age in Italia

Attorno alla petizione End the cage Age si è raccolto un numero di associazioni inedito per un’iniziativa di origine popolare. Sono infatti 130 le associazioni europee che hanno sottoscritto la petizione, di queste 19 sono italiane. Al momento le firma raccolte sono 100.00, ma l’obiettivo e quello di raggiungere il milione di sostenitori.

Secondo i cittadini europei che stanno portando avanti la battaglia, “l’uso di gabbie negli allevamenti è una barbarie istituzionalizzata e del tutto anacronistica“. Si stima che nei paesi dell’Unione Europea siano almeno 300 milioni gli animali allevati in gabbia ogni anno.

In Italia circa 50 milioni di animali vivono costretti in ambienti del tutto inadatti alle loro naturali esigenze. Lo spazio a loro disposizione è estremamente ristretto. Galline e conigli, per esempio, vivono in gabbie della dimensione di un foglio A4.

Le parole della ministra Giulia Grillo

grillo end the cage age

Mercoledì 17 ottobre l’iniziativa è stata ufficialmente lanciata anche in Italia, a Roma, in una conferenza stampa a cui ha partecipato anche la ministra della Salute Giulia Grillo. Con lei la deputata di M5S Ilaria Fontana, l’eurodeputata di M5S Eleonora Evi e la senatrice di LeU Loredana De Petris.

Giulia Grillo si è decisamente sbilanciata a favore dell’iniziativa. “Questo è un tema importante e di salute pubblica in quanto il mio Ministero si occupa anche della parte veterinaria e del benessere degli animali. Parliamo di esseri senzienti che provano gioia e dolore: questo è riconosciuto dalla scienza e si riflette nelle nostre scelte. C’è bisogno di maggiore attenzione sia da parte dell’opinione pubblica che della politica. E’ un tema a cui noi siamo molto attenti da sempre e vogliamo rispondere in tutti i modi possibili a questa richiesta. Ci sarà un impegno da parte di questo Ministero nel vigilare e lavorare sul benessere degli animali, promuovendo quelle politiche che vadano in questa direzione. Mi auguro che questa iniziativa dei cittadini raggiunga l’obiettivo prefissato di un milione di firme“.

La solidarietà all’iniziativa arriva anche dalle tre deputate presenti in conferenza stampa. “Dopo la straordinaria esperienza del lancio europeo del mese scorso, oggi partecipiamo al lancio italiano. È ora di superare questo sistema di trattamento che infligge solo sofferenze agli animali. Il Trattato di Lisbona definisce gli animali quali esseri senzienti e, dunque, è nostro compito tutelarli” ha dichiarato Eleonora Evi. “È indubbiamente una sfida di grande civiltà: l’obiettivo è migliorare le condizioni in cui sono allevati gli animali e incentivare il passaggio all’utilizzo di sistemi più sostenibili e dignitosi. Possiamo farcela, ce la dobbiamo fare” ha invece sottolineato Ilaria Fontana.

In conclusione, le parole della senatrice Loredana De Petris hanno ribadito e accentuato quanto sostenuto dalle colleghe: “Basta prigionia e crudeltà, l’UE metta al bando le gabbie. È fondamentale che la Commissione Europea metta al bando la crudeltà delle gabbie riservata agli animali d’allevamento, anch’essi esseri senzienti, così come stabilisce il Trattato di Lisbona. Immobilizzati e privati della possibilità di esprimere i loro comportamenti naturali, oltre 300 milioni di animali passano la maggior parte della loro esistenza in spazi ridottissimi: non un male necessario, come asseriscono alcuni, ma una crudeltà inaccettabile. Per questo sostengo con forza la petizione “End the cage age”, promossa da ben 19 associazioni per porre definitivamente fine all’uso delle gabbie negli allevamenti di tutta Europa“.

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