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Decretone in CdM: il governo trova le risorse per reddito e quota 100
Politica

Decretone in CdM: il governo trova le risorse per reddito e quota 100

Il governo ha trovato le risorse per quota 100 e reddito di cittadinanza, in un "decretone" deciso nel Cdm a Palazzo Chigi.

In seguito a un Consiglio dei Ministri durato poco più di mezz’ora, il governo ha finalizzato la bozza sul decretone che include il reddito di cittadinanza e pensioni a quota 100. Di Maio “Giornata importante, a vincere sono i cittadini”.

Palazzo Chigi, risorse per reddito e quota 100

E’ terminato dopo poco più di mezz’ora di discussione a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri, che vedeva all’ordine del giorno il decreto su reddito di cittadinanza e quota 100. La riunione a Palazzo Chigi è stata preceduta da un vertice di governo in cui è stata trovata la quadra. “Oggi è una giornata importante e a vincere sono, come sempre, i cittadini. Un risultato che ripaga anni di battaglie portate avanti dal M5s“. Così ha commentato all’ANSA Luigi Di Maio l’andamento del vertice di governo in vista del Cdm, in cui sono state trovate le risorse per il decretone. Positivo anche Salvini, che alla domanda se andrà tutto liscio nell’esame del decretone, ha risposto così: “Conto che il Consiglio dei ministri duri mezz’ora”.


Le misure approvate per quota 100

Nella bozza del decreto, sul capitolo pensioni, è presente una clausola “salva-spesa” per evitare sforamenti per l’uscita anticipata con quota 100.

E’ inoltre previsto un monitoraggio bimestrale dell’Inps che, “nel caso in cui emergano scostamenti, anche in via prospettica”, fa scattare i tagli ai ministeri competenti (in questo caso al ministero del Lavoro) e, quando questi non dovessero essere sufficienti, altre misure correttive, come previsto dalla riforma del Bilancio dello Stato. L’accesso alla pensione con la cosiddetta quota 100 (almeno 62 anni di età e 38 di contributi) partirà il 1 agosto del 2019, per quanto riguarda i dipendenti pubblici: lo ha affermato il ministro della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno con un tweet, spiegando che la decisione è per “garantire continuità servizi a cittadini e imprese, e programmare il ricambio generazionale” contrariamente a quanto precedentemente affermato, ovvero il 1° luglio.

La copertura dei buchi contributivi

Secondo quanto è emerso dalle bozze del decretone, con l’arrivo del reddito di cittadinanza il Rei scomparirà, ma chi già lo percepisce continuerà a beneficiarne per tutta la durata prevista per il vecchio sussidio. Da marzo, si legge, il Rei “non può essere più richiesto e dal successivo mese di aprile non è più riconosciuto”. Novità anche per il riscatto con lo sconto degli anni dell’università per chi non ha ancora 45 anni, a patto che abbia iniziato a lavorare dopo il 1996. L’obiettivo è quello di agevolare i giovani con carriere discontinue a coprire buchi contributivi con costi limitati. Si prevede che si possano riscattare fino a 5 anni con un versamento minimo.

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