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Governo: il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti si è dimesso

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Il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti si è dimesso nella serata del 25 dicembre tramite una lettera consegnata al Premier Conte.

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La notizia era già nell’aria da alcuni giorni ma solo nelle ultime ore è arrivata l’ufficialità: il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha dato le dimissioni tramite una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Tra i motivi che avrebbero spinto l’ormai ex ministro farsi da parte vi è soprattutto il rifiuto del governo alla richiesta di Fioramonti di stanziare 3 miliardi di euro di fondi per il sistema scolastico italiano. Soldi che secondo il ministro grillino avrebbero potuto essere recuperati all’interno della manovra economica.

Lorenzo Fioramonti ha dato le dimissioni

Secondo le prime indiscrezioni, l’esponente del Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto dimettersi nella giornata del 23 dicembre, subito dopo l’approvazione della manovra economica da parte del governo Conte. Il ministro dell’Istruzione ha però preferito lasciare passare ancora un paio di giorni, ufficializzando il suo addio all’esecutivo proprio il giorno di Natale e lasciando così un amaro panettone per il suoi compagni di partito.

Stando ad alcune fonti parlamentari, sembrerebbe inoltre che almeno una decina di deputati pentastellati siano pronti a lasciare il Movimento alla Camera per passare sotto le insegne del Gruppo Misto.

I futuri transfughi tuttavia, sarebbero intenzionati a continuare a sostenere il governo Conte.

Il possibile successore

Rimane ora dunque da decidere il futuro successore di Fioramonti al ministero dell’Istruzione. Secondo alcuni infatti, tra i papabili al ruolo ci sarebbe l’attuale Presidente della Commissione antimafia Nicola Morra, proveniente sempre dal M5s e che già lo scorso settembre era uno dei possibili candidati al ruolo durante le trattative per la formazione del Conte II. Tra gli altri ipotetici successori di Fioramonti ci sarebbero anche i parlamentari Nunzio Angiola e Gianluca Rospi.

I motivi della decisione

Tra le motivazioni che avrebbero spinto l’ormai ex ministro Fioramonti a ritirarsi dal suo ruolo ci sono il rifiuto da parte del governo della sua richiesta di rivedere l’Iva all’interno della manovra. Una mossa che avrebbe consentito di recuperare i 3 miliardi di euro richiesti dal suo dicastero per far fronte agli investimenti che il settore scolastico necessiterebbe in questo momento.

In alcuni suoi interventi nei giorni precedenti, il ministro aveva inoltre criticato l’insufficienza degli sforzi fatti dal governo finora: “Sulla scuola abbiamo fatto passi avanti importanti.

Alcuni proprio in queste ore e ci stiamo muovendo nella direzione giusta. E alla fine vedremo se saranno sufficienti”. Al vertice dei ministri dell’Istruzione europei tenutosi lo scorso 12 dicembre a Trieste, Fioramonti aveva affermato: “La scuola in questo Paese avrebbe bisogno di 24 miliardi. I 3 miliardi che io ho individuato, non sono la sufficienza ma rappresentano la linea di galleggiamento”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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