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Emergenza coronavirus, Zaia: “La prossima settimana sarà cruciale”

Il presidente del Veneto Luca Zaia ha spiega che la prossima settimana sarà cruciale per la lotta al coronavirus.

Luca Zaia
Il presidente del Veneto Luca Zaia

Nel consueto punto stampa il presidente del Veneto Zaia ha spiegato che la prossima settimana sarà cruciale per la lotta al coronavirus. “Se si rispetta l’ordinanza, infatti possiamo considerare la prossima settimana come quella cruciale e i nostri modelli matematici ci dicono che il sacrificio fatto finora è servito” ha dichiarato.

Coronavirus, Zaia: “Prossima settimana cruciale”

“Io spero per domenica prossima di poter dire che stiamo cambiando direzione, anche se con 2 mila persone in ospedale, 355 in terapia intensiva e quasi 400 morti non si può sorridere e per questo bisogna continuare con le restrizioni”.

Ha continuato il presidente del Veneto, Luca Zaia nel consueto punto stampa di domenica 29 marzo. Il presidente ha ribadito che: “Se verranno rispettate le previsioni entro il 15 aprile si arriverà al picco e poi spero per fine maggio inizio giugno tutto finisca e si torni alla normalità. Per questo stiamo valutando come rinnovare l’ordinanza che scade il 3 aprile”.

Zaia ha poi proseguito: “Quello che ci preoccupa oggi è il caso Verona, che paga la contiguità con il grande focolaio della provincia di Brescia, in ogni caso la situazione è sotto controllo e stiamo allestendo nuove terapie intensive e soprattutto le case di riposo, purtroppo hanno come ospiti i candidati perfetti per il virus: bisogna evitare che diventi una strage, per questo stiamo fornendo dispositivi di sicurezza, tutti i giorni alle Ulss forniamo mascherine e altro materiale, e avvieremo uno screening, con un nuovo piano ad hoc proprio per le case di riposo e non escludo la possibilità di spostamento di alcuni ospiti, ma non negli ospedali“.

Sui fondi stanziati dal governo: “Non voglio fare polemiche, dico ‘non basta, ma aiuta’. Certo, tutti noi vorremmo un vero e proprio Piano Marshall come ha fatto la Germania con 550 mld di finanziamenti alle imprese, ma soprattutto un quadro preciso, ed è quello che chiedono le imprese grandi e piccole che mi dicono ‘stiamo navigando a vista, dateci una direzione precisa’. Ma lo ripeto oggi è scandalosa l’assenza dell’Europa: dov’è? Il mio invito al governo è di farsi sentire in Europa, di battere i pugni e se necessario spaccare tutto“.

Nato a Milano nel 1999, si è diplomato in informatica e telecomunicazioni, studia scienze internazionali e istituzioni europee all'Università degli Studi di Milano. Collabora con Notizie.it e Il Giorno.


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Federico Dedori

Nato a Milano nel 1999, si è diplomato in informatica e telecomunicazioni, studia scienze internazionali e istituzioni europee all'Università degli Studi di Milano. Collabora con Notizie.it e Il Giorno.

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