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Coronavirus, Mattia Mor: “Nel prossimo decreto aiuti per le Startup”

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Mattia Mor, Deputato di Italia Viva, risponde all'appello di Fausto Boni di VC Hub Italia e rassicura le Startup sull'arrivo di aiuti per far fronte alla crisi economica dovuta all'emergenza Coronavirus.

Mattia Mor
Mattia Mor

Fausto Boni, Presidente di VC Hub Italia, ha denunciato – proprio sulle pagine di Notizie.it – come le Startup e le PMI innovative siano state dimenticate dal Decreto Cura Italia, che dovrebbe supportare la grave crisi economica scaturita dall’emergenza Coronavirus. Un vero e proprio appello al Governo quello di Fausto Boni, a cui si sono aggiunte decine di Startup italiane e a cui Mattia Mor di Italia Viva ha deciso di dare una risposta.

Deputato, è vero che il Decreto Cura Italia ha dimenticato le Startup?

«Putrtoppo sì, ma uno degli emendamenti che ho presentato, e che sarà discusso alla Camera quando il decreto del Governo passerà all’approvazione parlamentare, riguarda proprio il punto 61 del decreto, quello in cui si presentano le categorie di imprese a rischio e a cui è stata quindi sospesa la tassazione.

Nel mio emendamento vi è proprio la proposta di includere nell’elenco anche le società del tessile e dell’abbigliamento, che hanno subito gravi conseguenze da questa emergenza, e le Startup e le PMI innovative».

Le Startup hanno, però, bisogno subito di interventi in loro sostengo.

«Come sapete, ad aprile è previsto un nuovo decreto del Governo a sostegno delle imprese, che è già in fase di stesura e che coinvolgerà davvero risorse importanti. Fra le proposte che ho portato sul tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico ve n’è una, elaborata con i colleghi Luca Carabetta del M5S e Gian Paolo Manzella del PD, proprio a sostegno delle Startup e delle PMI innovative. La nostra proposta prevede:

  • Garantire liquidità all’ecosistema delle start up e delle PMI innovative, attraverso un potenziamento del Fondo Centrale di garanzia alle PMI portandolo al 90% di garanzia, dall’80% di adesso.
  • Aumentare la dotazione del Fondo Nazionale di Innovazione destinato al sostegno delle Startup, con un aumento finalizzato alla trazione di investimenti esteri, ad oggi troppo bassi.
  • Prevedere un sistema di obbligazioni convertendo, cioè lo Stato aiuterebbe le imprese che si sono finanziate sul mercato e che hanno prospettive di crescita moltiplicando i loro investimenti raccolti.
  • Incentivare il risparmio attraverso incentivi fiscali, quindi attraverso gli enti previdenziali, così che destinino una parte della loro guadagno al mondo delle Startup.
  • Prevedere un meccanismo di credito di imposta per sostenere le imprese che incorrono in perdite di crediti nell’anno 2020.
  • Aumentare al 30% il credito di imposta per ricerca e sviluppo per Startup e PMI innovative perché loro di solito investono di più e a nostro avviso bisogna stimolarle in questo senso».

In conclusione, ritiene che le Startup necessitino di maggiore sostegno di altre imprese?

«Le Startup sono le aziende che investono di più in marketing e ricerca, proprio per poter crescere. Sono giovani e meno solide, con un rischio di fallimento maggiore di aziende più consolidate. E l’Italia non può permettersi di far saltare 11mila Startup certificate, con decine di migliaia di posti di lavoro, competenze e valore aggiunto. Soprattutto perché le Startup sono le aziende del futuro e le loro attività garantiscono sviluppo nell’intero Paese».

Giornalista, dopo aver collaborato con diverse testate nazionali, fra cui Il Giornale e Il Fatto Quotidiano, si è specializzato in progetti nativi digitali. Dopo essere stato Brand Editorial Manager del network Nanopress, è approdato a Entire Digital come responsabile della redazione del network Notizie.it. È autore di tre libri inchiesta sulla criminalità organizzata ("Lo spallone - Io, Ciro Mazzarela, re del contrabbando", "Il sangue non si lava - Il clan dei Casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", "Omissi 01 - La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore") e insegna "Comunicazione digitale" presso l'Università Umanitaria. Nel 2019 ha vinto il "Premio Europeo di Giornalismo Giudiziario e Investigativo".


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Fabrizio Capecelatro

Giornalista, dopo aver collaborato con diverse testate nazionali, fra cui Il Giornale e Il Fatto Quotidiano, si è specializzato in progetti nativi digitali. Dopo essere stato Brand Editorial Manager del network Nanopress, è approdato a Entire Digital come responsabile della redazione del network Notizie.it. È autore di tre libri inchiesta sulla criminalità organizzata ("Lo spallone - Io, Ciro Mazzarela, re del contrabbando", "Il sangue non si lava - Il clan dei Casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", "Omissi 01 - La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore") e insegna "Comunicazione digitale" presso l'Università Umanitaria. Nel 2019 ha vinto il "Premio Europeo di Giornalismo Giudiziario e Investigativo".

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