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Droghe leggere, lettera del M5S a Conte: sì a legalizzazione cannabis

Un lettera firmata da cento deputati 5 Stelle chiede a Conte di legalizzare la cannabis. I vantaggi economici sarebbero tanti e non solo. Ecco perché.

Legalizzazione cannabis lettera

Nel pieno degli Stati Generali, alcuni esponenti dei Cinque Stelle fanno parlare di sé. Il motivo sarebbe in una lettera che alcuni rappresentanti del M5S avrebbero inviato al premier Conte sulla legalizzazione delle droghe leggere, come la cannabis.

La lettera del MoVimento a Conte

La missiva inviata al premier, attualmente impegnato negli Stati Generali, porta la firma di cento parlamentari. Tutti, fatta eccezione per alcuni, appartengono al MoVimento 5 Stelle. Secondo i pentastellati, sarebbe opportuno affrontare la questione durante gli Stati Generali dell’Economia. Nel documento è esaltato l’indotto economico che la legalizzazione avrebbe per le casse dello Stato. “È tempo di affrontare il tema con responsabilità e lungimiranzasottolineano i firmatari.

In primis, legalizzare le droghe leggere darebbe un forte colpo alla criminalità organizzata. Ma non si tratta di un aspetto solo legale. Nella lettera si citano gli studi del prof. Marco Rossi dell’Università La Sapienza di Roma: una prospezione delle conseguenze economiche della legalizzazione: rendere statale la produzione di cannabis, infatti, genererebbe un beneficio per lo Stato di 10 miliardi di euro. “Sfruttando il potenziale della cannabis – si scrive – l’Italia, in soli otto anni, potrebbe generare 40,5 miliardi di euro, il 68% del fatturato complessivo attuale dell’agricoltura italiana“.

La cannabis, dunque, darebbe una grossa mano al comparto agricolo italiano, oltre a creare nuovi posti di lavoro.

Cannabis e terapie: a che punto siamo?

La lettera menziona anche la tematica dell'”uso terapeutico della cannabis“. Secondo i firmatari, consentire ai pazienti di curarsi con farmaci a base di cannabis, sarebbe positivo a fini terapeutici, ma non solo. Garantirebbe “un diritto costituzionale fondamentale come il diritto all salute“. L’Italia ha imboccato questa direzione il 19 ottobre 2017, quando la Camera ha detto sì alla proposta di legge sulla coltivazione somministrazione della cannabis ad uso medico.

I voti favorevoli sono stati ben 317, contro 40 contrari e 13 astenuti. In Italia è, infatti, possibile acquistare la cannabis solo su prescrizione del medico. I suoi effetti terapeutici sono oggetto di studio e sono efficaci se c’è un sistema che ne certifica il controllo. Poiché non si tratta di un prodotto legalizzato, la cannabis acquistata illegalmente è fuori dai controlli e spesso è trattata con pesticidi.

Droghe leggere, cannabis e M5S

Il MoVimento 5 Stelle non ha mai fatto mistero di considerare la questione legalizzazione droghe leggere. Tra i firmatari della lettera, ci sono il deputato Michele Sodano, il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa, la senatrice Barbara Lezzi, il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia e la presidente della Commissione Affari Sociali di Montecitorio, Lucia Lorefice. Tra coloro che l’hanno sottoscritta, compaiono anche i “fuoriusciti dal MoVimento”, come la senatrice Paola Nugnes e il deputato Antonio Tasso. I critici della lettera discutono sul fatto che il MoVimento non menzioni gli effetti collaterali connessi all’abuso delle droghe leggere. Il tabacco della marijuana può contenere fino al 70% di sostanze cancerogene, causare danni ai polmoni, tachicardia, attacchi di panico, sonnolenza e scoordinamento fisico. Accanto ai danni che già provoca il fumo di sigaretta, un abuso di cannabis può alterare il cervello perché ha effetti sui neuroni.

Per il M5S la lettera è un primo passo. Gli Stati Generali possono essere l’occasione per affrontare la questione. Per questo, i firmatari chiedono che vengano contattate le associazioni di categoria: “Il Parlamento sovrano è già in contatto con queste realtà” concludono.

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