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La relazione di Bonafede: perchè può far cadere il governo?

La relazione sulla giustizia di Bonafede può far cadere il governo: Conte pensa a dimettersi per creare il ter.

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La maggioranza del Presidente del Consiglio Conte è, come noto, molto risicata. Nel voto di fiducia ha ottenuto 321 sì alla fiducia alla Camera e 156 al Senato, dove si gioca in questo momento la partita più difficile in termini di ricerca di nuovi partner di governo.

I responsabili non ci sono, i costruttori nemmeno e il governo rischia di cadere già questa settimana con la relazione annuale del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Quest’ultimo per il caso Di Matteo aveva rischiato qualche mese fa di essere sfiduciato, ma si era salvato anche con i voti di Italia Viva che, seppur controvoglia, aveva aiutato il ministro e il governo di cui essa stessa faceva parte ad andare avanti.

Questa volta Renzi non voterà a favore del Guardasigilli e l’esecutivo si troverebbe in una situazione di grande difficoltà in Parlamento: qualora infatti anche solo una delle due Camere dovesse bocciare un ministro, quest’ultimo dovrebbe dimettersi e metterebbe in discussione la solidità dell’intera squadra di governo.

Relazione di Bonafede: il governo può cadere

Nella sua relazione il ministro Bonafede dovrà fare un somma di quanto avvenuto nella giustizia italiana nell’ultimo anno. La questione principale e che l’attuale Guardasigilli è un esponente del MoVimento 5 Stelle che storicamente fornisce un’interpretazione della giustizia decisamente diversa rispetto a quella che è propria del pensiero di Renzi e dunque di Italia Viva. In tal senso il tema più delicato è quello della prescrizione, che però Bonafede potrebbe provare ad evitare di trattare, concentrandosi magari su come i soldi Recovery Fund verranno utilizzati per migliorare la giustizia.

Resterà da vedere se Italia Viva sarà disposta o meno a prendersi definitivamente la responsabilità di far cadere il governo.

L’ago della bilancia è dunque sempre più Matteo Renzi che con i suoi 16 senatori fa gola all’esecutivo, ma non al suo leader che preferirebbe dimettersi pur di tornare a governare con l’ex sindaco di Firenze. Uno dei retroscena di queste ore è che Conte possa decidere di dimettersi ancor prima del passaggio parlamentare di Bonafede e provare a costituire un nuovo esecutivo, un Conte ter, andando a cambiare anche la squadra dei ministri, Bonafede compreso.

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