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Vaccino, Draghi in visita all’hub di Fiumicino: “Triplicheremo le dosi”

Il presidente del Consiglio Draghi si è recato visita al centro vaccinazioni di Fiumicino e ha parlato alla stampa della campagna vaccinale in corso.

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Nel pomeriggio del 12 marzo il presidente del Consiglio Mario Draghi si è recato visita al centro vaccinazioni di Fiumicino, alle porte di Roma, e parlando alla stampa della campagna vaccinale in corso nel nostro Paese ha ribadito l’impegno del governo nel far si che tutti i cittadini siano immunizzati contro il coronavirus: Entrando qui si capisce che ne usciremo.

[…] A tutti chiedo di rispettare il proprio turno, triplicheremo le dosi giornaliere”.

Vaccino, Draghi visita l’hub di Fiumicino

Entrando all’interno dell’hub romano, il premier ha dichiarato: “Questa è la mia prima visita in un sito vaccinale, è stata una visita breve ma veramente bella. […] Questi ragazzi che lavorano come volontari o in forma permanente hanno reso questo che è un luogo medico un luogo di speranza, entrando qui si capisce che ne usciremo”.

Successivamente Draghi ha spiegato come dall’inizio del mese di marzo siano stato somministrati vaccini a una media doppia rispetto a quella dei due mesi precedenti: “Il ritmo giornaliero attuale è di circa 170.000 somministrazioni al giorno. L’obiettivo è triplicarlo presto. Abbiamo già ricevuto 7,9 milioni di dosi, ma contiamo su una forte accelerazione nelle prossime settimane, anche a seguito della recente approvazione del vaccino Johnson & Johnson”.

Il commento su AstraZeneca

In merito al caso della sospensione del vaccino di AstraZeneca da parte della Danimarca, il presidente del Consiglio ha commentato: “È una decisione precauzionale, in linea con quanto fatto in altri Paesi europei, e che dimostra l’efficacia dei sistemi di farmacovigilanza. Il parere dell’Aifa, condiviso dagli scienziati, è che non ci sia alcuna prova che questi eventi siano legati alla somministrazione del vaccino”.

Draghi ha poi giustificato le restrizioni approvate oggi nel nuovo decreto definendole necessarie al fine di evitare una stretta ancora più forte: “Nell’ultima settimana più di 150mila infezioni contro le 131mila della settimana precedente, un incremento di ricoverati quasi di 5.000 persone, della terapia intensiva di seicento unità.

Questi numeri impongono massima cautela per limitare il numero di morti e impedire la saturazione delle strutture sanitarie”. Il premier ha tuttavia garantito misure di sostegno a favore di famiglie e imprese.

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