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Ponte Morandi: coinvolto nel crollo un camion con 900 chili di droga, la Ndrangheta provò a recuperarlo

Ponte Morandi camion droga

Tra i veicoli coinvolti nel crollo del Ponte Morandi c'era un camion con 900 chili di droga. È quanto emerge dalle intercettazioni dei Carabinieri.

Sono passati circa 4 anni da quando 43 persone hanno perso prematuramente la vita in seguitto al crollo del viadotto Polcevera, meglio noto anche come Ponte Morandi.

Ora a distanza di anni emergono nuovi dettagli scioccanti.

Tra i veicoli coinvolti c’era anche un camion sul quale erano presenti ben 900 chili di droga. Questo è quanto è stato riportato in un’intercettazione effettuata dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria a marzo 2020. Stando a quanto riporta la testata “La Repubblica”. tali intercettazioni erano legate ad un’inchiesta che ha portato all’arresto di 76 persone delle quali 48 sarebbero finite in carcere.

Chi parla negli audio è il boss dei clan dei Bellocco Francesco Benito Palaia e l’affiliato Rosario Caminiti.

Ponte Morandi, coinvolto anche un camion con 900 chili di droga 

Nelle intercettazioni i due descrivono con una certa cura il mezzo coinvolto nella strage del Ponte Morandi: si tratta di un euro cargo di colore giallo. Palaia spiega in particolare a Caminiti: “Allora, quando è crollato il ponte Morandi, se tu vai al primo video, è caduto un furgone.

È un euro cargo giallo, lo vedi benissimo perché è giallo, con una cella frigorifera, piccolino! Il piccolino! È caduto paru… Come è caduto il ponte si è seduto, automaticamente gli è caduta una macchina di sopra…”. 

La spartizione delle sostanze stupefacenti 

I due durante la discussione hanno poi parlato della spartizione delle sostanze stupefacenti presenti sul camion.

Il boss a tale proposito ha proseguito: Insomma, dice che i neri lo sanno che si è perso… noi stiamo ancora comprando da loro. Io questi 900 chili glieli voglio fottere, dice, e tu hai la possibilità di prendertelo tutto… Gli ho chiesto in che senso. Io posso fare una cosa, gli ho detto, facciamo 50 e 50, io lo vendo e il 50 per cento lo prendi tu, tanto tu non l’hai pagato”.

Sempre stando a quanto riporta il quotidiano il Primo Gruppo della Guardia di Finanza di Genova che si è occupato delle indagini relative al crollo non ne sarebbe stato messo a conoscenza, così come la Procura.