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Porto di Trieste, iniziato lo sgombero dei No green pass: la Polizia usa gli idranti

Al via lo sgombero del molo del porto di Trieste occupato dai manifestanti No green pass: la Polizia sta ricorrendo agli idranti per disperderli.

Porto Trieste sgombero

La Polizia di Trieste ha avviato lo sgombero del varco 4 del Molo 7 del Porto della città dove si erano radunati circa 300 No green pass. Un’operazione decisa dalla Procura dato che, nonostante lo scalo continuasse a lavorare, il presidio impediva il regolare svolgimento delle attività.

I manifestanti ancora presenti al molo hanno inveito contro le forze dell’ordine gridando “libertà” mentre qualcuno ha cercato di costruire un dialogo. Secondo quanto appreso, uno dei lavoratori presenti al corteo avrebbe accusato un leggero malore durante le prime fasi dello sgombero: sarebbe stato allontanato dalla folla dai colleghi e all’arrivo dell’ambulanza era cosciente.

Porto di Trieste: lo sgombero dei No green pass

Non siamo violenti, toglietevi gli scudi“, “Arretrate“, “Vogliamo la libertà“, sono alcuni dei cori che hanno intonato i rappresentanti della protesta mentre le forze di Polizia hanno utilizzato gli idranti per sgomberarli.

Tra gli occupanti anche Stefano Puzzer, l’ex portavoce del coordinamento dei portuali, che si è detto triste e, in lacrime, teneva la mano di un manifestante.

Quando le forze dell’ordine hanno chiuso gli idranti, i portuali si sono seduti nuovamente tenendosi per mano o abbracciandosi, mentre i mezzi della polizia hanno avanzato lentamente per poi fermarsi. “Dobbiamo rendere fluida l’attività del porto e vogliamo evitare che vi facciate male“, ha spiegato un dirigente della Polizia ad alcuni occupanti.

Porto di Trieste, sgombero dei No green pass: la richiesta dei sindacati

A chiedere la liberazione del porto erano stati anche i sindacati, i quali avevano definito legittime e da garantire le manifestazioni di dissenso che però “non possono impedire ad un porto e ad una città di continuare a generare reddito e prospettive per il futuro“. La posizione era stata espressa da Cgil, Cisl e Uil nella mattinata di domenica 17 ottobre: “Non si esasperi questa situazione perché, nel rispetto di tutte le idee, chiediamo che la maggioranza non sia ostaggio di una minoranza.

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