Le tensioni tra Iran e Stati Uniti sembrano destinate a ridursi grazie a un accordo in via di definizione per la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Questo stretto passaggio marittimo, cruciale per il traffico petrolifero globale, è stato al centro di numerose controversie negli ultimi mesi.
Il segretario del Tesoro americano, Scott Bessent, ha annunciato che le parti stanno lavorando a un accordo che potrebbe essere reso noto nelle prossime ore.
Anche il Qatar e l’Oman, mediatori nei colloqui indiretti, hanno confermato i progressi. Il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed al-Ansari, ha parlato di “bozze” dell’accordo che le parti si sarebbero scambiate per limare i dettagli.
Il ruolo del Qatar e dell’Oman nei colloqui
L’emiro del Qatar, sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, ha avuto una conversazione telefonica con Donald Trump sugli ultimi “sviluppi regionali”, compresi gli sforzi per “allentare” le tensioni tra Stati Uniti e Iran e “colmare il divario” nelle loro posizioni.
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha confermato gli avvenuti “progressi” nei colloqui, precisando però che “non si è ancora giunti a una conclusione”.
Le dichiarazioni delle autorità iraniane
Le autorità iraniane si limitano a parlare dei colloqui diretti con l’Oman, “volti a garantire la sicurezza del traffico” attraverso lo Stretto di Hormuz.
Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha spiegato che il punto in questione è quello della “designazione di corsie sicure” in entrata e in uscita dallo Stretto. Inoltre, Teheran starebbe valutando la possibilità di consentire alle nazioni europee di rimuovere le mine da Hormuz, un’apertura che rappresenterebbe un segnale per normalizzare la navigazione.
La situazione politica in Iran
Dall’Iran, il presidente Masoud Pezeshkian ha smentito le voci secondo cui le sue dimissioni dalla carica sarebbero vicine dopo alcuni contrasti con i “falchi” del regime. “Siamo in pieno coordinamento con le forze armate. Non mi dimetterò e resterò fermo sulla mia posizione”, ha dichiarato. Il primo a far circolare le voci sulle dimissioni di Pezeshkian era stato Mohammad-Bagher Kharrazi, un alto prelato la cui sorella è sposata con il fratello della Guida Suprema Mojtaba Khamenei.
Kharrazi aveva raccontato che Pezeshkian aveva minacciato di dimettersi “28 volte”, ma che si era poi fermato dopo essere stato avvertito che le sue dimissioni sarebbero state accettate. Oltre a Hormuz, resta tesa la situazione anche nell’area del Mar Rosso, in particolare al largo delle coste yemenite dove una nave indiana è stata colpita da un proiettile ed è affondata.
Le tensioni nel Mar Rosso
Gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato di aver colpito l’aeroporto saudita di Najran in risposta “alla violazione dello spazio aereo yemenita” da parte di Riad. Questo attacco è solo l’ultimo di una serie di scontri che continuano a destabilizzare la regione. La situazione rimane critica, con numerose navi mercantili che rischiano di essere coinvolte in incidenti.
La speranza è che l’accordo sullo Stretto di Hormuz possa contribuire a stabilizzare la situazione e garantire la sicurezza del traffico marittimo.
