> > Proteste a New York contro Netanyahu: arresti di celebrità e politici

Proteste a New York contro Netanyahu: arresti di celebrità e politici

Proteste a New York contro Netanyahu: arresti di celebrità e politici

Netanyahu difende Israele all’ONU e attiva proteste a Manhattan terminano con arresti di celebrità.

Il 24 settembre 2026 il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha preso la parola nell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, scegliendo un palcoscenico globale per ribadire il suo legame con l’ex presidente americano Donald Trump. Il discorso, carico di retorica difensiva, ha rappresentato un tentativo di contrastare l’isolamento internazionale in cui Israele si trova a pochi mesi dalle elezioni anticipate.

Nel suo intervento, Netanyahu ha mostrato un cercapersone per simboleggiare la minaccia percepita, ha minimizzato le violenze compiute da coloni in Cisgiordania e ha accusato i critici di praticare antisemitismo. Tali affermazioni sono state percepite come una strategia per distogliere l’attenzione dalle difficoltà militari e diplomatiche, mentre le tensioni con Gaza continuano a salire.

Il discorso di Netanyahu all’ONU e i richiami a Trump

Durante la sua presentazione, Netanyahu ha enfatizzato più volte il sostegno che riceveva da Trump, sottolineando le decisioni prese dal suo governo in passato, come il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele. L’esercizio di potere retorico ha avuto l’obiettivo di rassicurare la base elettorale interna, preoccupata per il possibile risultato sfavorevole alle imminenti votazioni.

Inoltre, il premier ha sostenuto che le azioni di Hamas giustificano le operazioni militari israeliane, definendole necessarie per la difesa nazionale.

Proteste di Jewish Voice for Peace davanti alla sede delle Nazioni Unite

Parallelamente al discorso, una manifestazione organizzata da Jewish Voice for Peace ha riunito circa 200 persone davanti al quartier generale dell’ONU. I partecipanti indossavano magliette bianche con frasi come “Fund people not bombs”, “No war” e “Free Palestine”. Tra i manifestanti si sono distinti nomi noti del mondo dello spettacolo e della politica locale: l’attrice premiata con l’Oscar Susan Sarandon l’emmy-winner Hannah Einbinder la candidata democratica Darializa Avila Chevalier e la consigliera cittadina Chi Osse.

Le modalità di intervento delle forze di polizia

Le autorità hanno tentato di sgomberare il blocco con l’annuncio via altoparlante, ma i manifestanti hanno mantenuto la posizione, seduti su marciapiedi e continuando a cantare slogan contro Netanyahu. Gli agenti, arrivati su biciclette, hanno cominciato a districare i gruppi, legando le mani dei fermati con zip-tie e trasferendoli a bus di polizia. Nonostante gli arresti, i presenti hanno continuato a gridare “Netanyahu go to hell” mentre venivano condotti fuori dal luogo della protesta.

Nel frattempo, all’interno dell’Assemblea generale diversi delegati hanno abbandonato la sala in segno di dissenso, evidenziando la crescente frattura diplomatica attorno alla questione palestinese. La combinazione di un discorso difensivo da parte del premier e di una protesta vivace ha messo in luce le tensioni che attraversano la comunità internazionale in questo periodo critico.

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