Negli ultimi giorni Bologna è al centro di un acceso dibattito politico e mediatico, scatenato da articoli del quotidiano Il Giornale che accuserebbero il sindaco del Pd Matteo Lepore di favorire una cooperativa legata alla moglie e di gestire in modo controverso fondi pubblici destinati alla riqualificazione urbana. Il primo cittadino ha annunciato querele e la replica di Fratelli d’Italia non si è fatta attendere.
“Querelo Il Giornale”, l’annuncio di Matteo Lepore: cos’è successo?
Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha reagito con fermezza agli articoli pubblicati nei giorni scorsi dal quotidiano Il Giornale, dal titolo “Gli affari rossi su poveri e migranti. Tutti benvenuti col sindaco pro Pal” e “Bologna, quei milioni per la riqualificazione e il regalo alla coop della moglie di Lepore“.
Come riportato sui suoi canali social, secondo il primo cittadino, i pezzi conterrebbero “diffamazioni, fake news e illazioni nei confronti miei e della mia famiglia”, e per questo motivo ha annunciato querele sia contro Il Giornale sia contro gli esponenti della destra locale e nazionale che hanno rilanciato i contenuti.
Lepore ha poi spiegato che la reazione alla sua richiesta di maggior sicurezza nelle città italiane “sa tanto di intimidazione a mezzo stampa e dimostra una palese debolezza politica e di argomenti”. Il sindaco ha invitato la destra a concentrarsi su proposte concrete per Bologna, aggiungendo: “Bologna è una città con la schiena dritta e io non mi farò intimidire, ma continuerò a battermi affinché il Governo Meloni e il Ministro Piantedosi investano maggiori risorse sulla sicurezza della nostra città. I bolognesi e gli italiani hanno diritto di vivere in città sicure e chi lavora sui mezzi di trasporto pubblici o sui treni merita risposte”.
“Querelo Il Giornale”, l’annuncio di Matteo Lepore: la replica di Fratelli d’Italia
La replica di Fratelli d’Italia non si è fatta attendere. Il senatore Marco Lisei ha sottolineato: “Difficile capire cosa ci sia di diffamatorio in un articolo che cita dei fatti. L’unica certezza è che se il sindaco Lepore pensa di intimidire la stampa libera e l’opposizione, non ci riuscirà”.
La deputata Naike Gruppioni e i dirigenti locali avrebbero chiesto chiarimenti ufficiali sui rapporti tra la moglie del sindaco e la cooperativa Laimomo, che avrebbe acquistato una palazzina nell’area ex Burgo a Marzabotto, oggetto di un intervento di rigenerazione urbana finanziato con fondi Pnrr.
Tra le domande poste si chiederebbero conferme sul rapporto lavorativo della moglie, sulla conoscenza dell’acquisto da parte del sindaco, sull’eventuale rivalutazione economica dell’immobile e su possibili benefici diretti o indiretti per la cooperativa. Marta Evangelisti, capogruppo regionale, ha ribadito: “In un ordinamento democratico, il confronto politico e istituzionale deve fondarsi sul principio di trasparenza amministrativa e sul dovere di rendere conto ai cittadini”.
I rappresentanti locali, tra cui Francesco Sassone, Francesca Scarano e Nicolas Vacchi, avrebbero inoltre sollevato la questione in sede consiliare, riservandosi “di valutare ogni ulteriore iniziativa consentita dall’ordinamento” qualora non arrivino risposte.
Infine, è stata rivolta una domanda alla segretaria del Pd, Elly Schlein, sul tema delle querele annunciate dal sindaco, ricordando che il partito ha in passato difeso la libertà di stampa in altre vicende.
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