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Rasi frena sulla quarta dose: “Non ha senso, c’è la memoria immunitaria”

Perché Guido Rasi frena sulla quarta dose che non mette in conto il ricordo su come combattere il virus: “Non ha senso, c’è la memoria immunitaria”

Guido Rasi

In una articolata intervista a Repubblica Guido Rasi frena sulla quarta dose: “Non ha senso, c’è la memoria immunitaria”. Insomma, a parere del consigliere del generale Figliuolo i richiami una tantum non hanno senso perché terrebbero il sistema immunitario in attivazione perenne e non in modalità “memoria”, quella che permette al nostro organismo di “ricordare” come si fa a fronteggiare l’attacco del virus, per capirci. 

Guido Rasi frena sulla quarta dose: anche con gli anticorpi bassi “ci ricordiamo” come combattere il virus

E quella memoria c’è e funziona. Ha spiegato Rasi: “Non ha senso mantenere il sistema immunitario continuamente attivato. Abbiamo una memoria che ci aiuta anche quando gli anticorpi calano. Forse non sarà in grado di evitare l’infezione, ma la malattia grave si”. E ancora: “Per il futuro sarebbe meglio elaborare una nuova risposta, più strutturata, piuttosto che continuare a organizzare vaccinazioni di massa in regime di emergenza”. 

Quarta dose, la frenata di Rasi sulla possibilità che sia per tutti: “Ecco a chi la consiglierei”

Perciò la quarta dose per Rasi “pone più domande che risposte. Al momento la consiglierei alle persone con il sistema immunitario compromesso, ai pazienti oncologici, a chi ha una riduzione rapida degli anticorpi perché è in dialisi”. Sulla terza dose il dato empirico c’è: “Ci sta chiaramente proteggendo dai sintomi gravi. E non torniamo mai al punto di partenza. Gli anticorpi calano come è naturale che sia. Ma la memoria immunitaria, la risposta cellulare, restano attive ancora oggi.

È per questo che ci possiamo contagiare, ma ci ammaliamo meno”. 

“Stimolare sempre il sistema immunitario non è salutare”, sulla quarta dose Rasi frena e propone soluzioni “mirate”

E la quarta? “Non è scontato che una stimolazione continua e ripetuta dopo un po’ non crei problemi al sistema immunitario. In ogni caso non possiamo andare avanti con campagne vaccinali di massa ogni pochi mesi. Non è sostenibile. Bisognerebbe pensare a una risposta più strutturata”.

E Rasi spiega cosa intende: “Creando vaccini spray che producano un’immunità nelle mucose dell’apparato respiratorio, per esempio. O che siano facili da prendere, ad esempio per via orale come avviene con la polio. Oppure vaccini che riconoscano altre proteine del virus, più stabili della spike che muta rapidamente”.

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