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Reddito di cittadinanza: stop assegno al primo lavoro rifiutato

Calderone Marina

Il Governo Meloni si prepara a restringere ulteriormente i potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza: chi rifiuta il primo lavoro è fuori

Il governo si prepara a intervenire sul reddito di cittadinanza con un drastico smantellamento: due nuovi emendamenti restringono ulteriormente i potenziali beneficiari del sussidio.

In arrivo a gennaio 2023 il nuovo decreto.

Quali sono le novità

A parlarne è la ministra del Lavoro Marina Calderone, che annuncia sostanziali cambiamenti sia nell’ambito dell’offerta del lavoro sia in quello delle politiche attive cui saranno destinati i beneficiari del sussidio. Viene meno la discriminante della congruità: chi non accetta la prima offerta di lavoro perderà il beneficio. E lo spiega: «Chi rifiuta la prima offerta di lavoro ha uno stop sul reddito perché, in un contesto complicato, il fatto di rifiutare un’offerta di lavoro – che presenti naturalmente caratteristiche di accettabilità – vuol dire rimanere fuori dai circuiti».

Verranno, inoltre, introdotti nuovi meccanismi per riaccompagnare al lavoro le persone disoccupate (di questo si era già parlato riguardo il nuovo reddito di inclusione attiva).

Offerte di lavoro accettabili, quali sono?

Si tratta di tutte quelle proposte di occupazione compatibili con le capacità e le competenze del soggetto, che prevadano una retribuzione superiore almeno del 20% rispetto all’assegno e che si svolgano a una distanza non superiore agli 80km dal luogo di residenza, percorribile entro i 100 minuti con il trasporto pubblico.