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Report, Giulia Presutti rinuncia alla conduzione: cosa cambia ora

Report, Giulia Presutti rinuncia alla conduzione: cosa cambia ora

Giulia Presutti lascia la guida di Report dopo le tensioni in redazione, mentre resta da definire il futuro del programma.

Giulia Presutti rinuncia alla conduzione di Report dopo le tensioni emerse all’interno della redazione Rai. La giornalista ha annunciato il passo indietro con una lettera indirizzata al direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini, mentre resta ancora aperto il confronto sul futuro assetto del programma.

Giulia Presutti rinuncia alla conduzione di Report

Giulia Presutti fa un passo indietro e rinuncia alla guida di Report. La decisione è arrivata nella serata del 2 settembre, dopo una giornata segnata dal lungo confronto tra la redazione del programma di Rai3 e il direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini. La giornalista, inviata della trasmissione dal 2018 dopo aver vinto un concorso interno Rai, era stata indicata insieme a Daniele Piervincenzi per prendere il posto di Sigfrido Ranucci.

Una scelta che aveva però provocato la netta opposizione della squadra di Report, composta sia dagli inviati storici sia dai giornalisti interni, con forti tensioni legate soprattutto al futuro assetto editoriale della trasmissione.

Nei giorni precedenti Presutti era finita anche al centro di diverse polemiche, tra cui quella relativa a un presunto dossier della Guardia di Finanza sulla strage di Cutro, vicenda collegata all’utilizzo di un vecchio logo in un servizio realizzato per Agorà.

A rendere ancora più difficile il clima erano state le accuse secondo cui la giornalista avrebbe sostenuto Ranucci nelle chat interne mentre contemporaneamente discuteva con i vertici Rai della possibile conduzione. Gli inviati avevano sintetizzato la propria contrarietà con una posizione molto netta: «O lei o noi».

La lettera di Giulia Presutti al direttore Paolo Corsini

La giornalista ha formalizzato la propria decisione con una mail indirizzata a Paolo Corsini, spiegando di voler favorire una soluzione alla crisi e aiutare il programma nel quale si è formata professionalmente. Come riportato da Leggo, nella lettera Presutti scrive: «Caro direttore, in un contesto così complesso e delicato come quello che si è venuto a creare, faccio volentieri un passo indietro, nella speranza di aiutare in questo modo la trasmissione che mi ha formata e alla quale ho avuto l’onore di contribuire. Una trasmissione così amata, che tanto ha dato al pubblico e alla nostra azienda, non può impantanarsi in discussioni e scambi così piccoli, né credo che il suo futuro possa essere legato a singoli nomi e singole personalità. Spero che Report continui a fare lo splendido lavoro di servizio pubblico che ha sempre fatto. Per quanto mi riguarda, caro direttore, sono a disposizione dell’azienda che tanto mi ha dato e alla quale intendo dare con passione tutto il mio impegno”.

Il futuro di Report: conduzione a rotazione e il nodo Ranucci

Il passo indietro di Presutti potrebbe ora favorire una nuova fase del confronto tra Viale Mazzini e la redazione, con l’obiettivo di arrivare al ritorno in onda di Report, previsto per l’8 novembre. Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe una conduzione a rotazione affidata agli inviati storici, mentre resta da definire il ruolo di Daniele Piervincenzi: secondo le ricostruzioni circolate, potrebbe occuparsi della seconda parte del programma, Report Lab. Per Presutti, invece, sarebbe stata prospettata la possibilità di guidare in futuro una trasmissione autonoma.

Resta inoltre aperta la proposta rivolta a Bernardo Iovene e Giulio Valesini per il ruolo di capi autore, con ampi margini di autonomia nella gestione editoriale. Parallelamente prosegue il confronto legale tra la Rai e Sigfrido Ranucci. L’azienda ha fatto sapere di aver consegnato la documentazione richiesta dai suoi legali, ribadendo che «le ragioni poste alla base» della rimozione erano già state comunicate e che la rimodulazione delle mansioni rientrerebbe nelle prerogative del datore di lavoro. Il nuovo assetto di Report resta quindi ancora da definire, ma la rinuncia di Presutti rappresenta il primo elemento concreto che potrebbe contribuire a superare lo stallo.

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