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Accordo Usa-Iran, cosa prevede il memorandum: "Documento senza dettagli operativi"

Accordo Usa-Iran, cosa prevede il memorandum: "Documento senza dettagli operativi"

Dalla firma digitale alla riapertura di Hormuz: l'accordo Usa-Iran tra annunci politici e dettagli ancora da definire.

Il memorandum d’intesa tra Usa e Iran apre una nuova fase nel delicato equilibrio mediorientale. Al centro dell’accordo ci sono la possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, il futuro del programma nucleare iraniano e le condizioni per una tregua più ampia, mentre restano forti le incognite sulla sicurezza dei traffici marittimi e sulla stabilità regionale.

Accordo Usa-Iran: il memorandum apre la strada alla tregua e alla riapertura di Hormuz

Nonostante gli annunci politici sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, il settore navale invita a non accelerare il ritorno alla normalità. Le principali associazioni degli armatori ritengono che il quadro operativo resti incerto e che siano ancora necessari chiarimenti sulle modalità di transito e sulle condizioni di sicurezza.

La compagnia danese A.P. Moller – Maersk ha accolto positivamente l’accordo tra Washington e Teheran, ma ha sottolineato che “è troppo presto per valutarne l’impatto” e che, per il momento, non sono previsti cambiamenti nelle attività del gruppo nell’area mediorientale. Anche l’associazione internazionale degli armatori BIMCO ha espresso prudenza. Il responsabile della sicurezza Jakob Larsen ha spiegato che le dichiarazioni dei governi non offrono ancora elementi sufficienti su “tempistiche e rotte sicure, evidenziando che la situazione resta “volatile” e che una ripresa immediata dei transiti potrebbe essere “molto rischiosa”.

Sulla stessa posizione si trova Intertanko, che rappresenta i proprietari di petroliere. Il direttore marittimo Phillip Belcher ha invitato le compagnie a mantenere “un approccio prudente” almeno fino alla firma ufficiale dell’accordo. Il direttore generale Tim Wilkins ha inoltre chiesto garanzie affinché lo Stretto sia “libero dalla minaccia delle mine” eventualmente collocate durante il conflitto.

Sul piano diplomatico, Regno Unito, Francia, Germania e Italia hanno dichiarato di voler collaborare con Stati Uniti, Iran e partner regionali per sfruttare questa fase negoziale. Il gruppo E4 ha affermato la disponibilità a valutare la revoca di alcune sanzioni, ribadendo però che Teheran “non dovrà mai acquisire armi nucleari”. La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha definito il memorandum una “occasione di pace da cogliere” e ha dichiarato che Roma è pronta, previa autorizzazione parlamentare, a contribuire con una presenza navale internazionale per accompagnare la riapertura dello Stretto.

Israele mantiene invece una posizione più cauta. Il premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato che “la lotta non è ancora finita” e ha ribadito che la priorità resta impedire all’Iran di sviluppare capacità nucleari militari. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha inoltre affermato che le forze israeliane resteranno nelle aree di sicurezza in Libano, Siria e Gaza “a tempo indeterminato”.

Il retroscena sull’accordo Usa-Iran, Vance: “Documento di una pagina e mezzo senza dettagli operativi”

Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è stato sottoscritto in formato digitale dal presidente americano Donald Trump, dal vicepresidente JD Vance e, per Teheran, dal presidente del Parlamento iraniano Mohamed Bagher Ghalibaf. La notizia è stata riportata da diversi media statunitensi sulla base delle informazioni fornite da un funzionario americano. Il documento, composto da “una pagina e mezzo”, come ha precisato Vance alla Cnn, definisce i principi dell’intesa ma “non include i dettagli operativi dell’accordo”.

Tra i punti centrali figura la riapertura dello Stretto di Hormuz e la sospensione del blocco navale statunitense. Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Mehr, il protocollo iniziale prevederebbe la libera circolazione nello stretto per un periodo di 60 giorni, durante il quale le parti dovrebbero lavorare a una soluzione più ampia, compresa la questione del programma nucleare iraniano. La firma ufficiale del memorandum è attesa venerdì 19 giugno a Ginevra e dovrebbe sancire i principi per la fine degli scontri sui diversi fronti, includendo anche il Libano.

Donald Trump ha dichiarato che il passaggio marittimo tornerà pienamente operativo: “Le navi cominciano a muoversi, molte cariche di petrolio, fuori dallo Stretto”, spiegando che i traffici stanno utilizzando una “Autostrada” meridionale definita “totalmente sicura, protetta e incontaminata”. Durante l’incontro bilaterale a Evian con il presidente francese Emmanuel Macron, indicato come “amico speciale”, il leader americano ha aggiunto che il transito avverrà senza costi aggiuntivi: “Non ci saranno pedaggi”.

Secondo Trump, l’intesa potrebbe aprire una nuova fase per il Medio Oriente, con effetti anche sui mercati energetici: “Il prezzo del petrolio sta crollando e la borsa sta salendo alle stelle”. Il presidente Usa ha inoltre affermato di sperare nella costruzione di “un buon rapporto” con Teheran, dopo aver detto di essere “dispiaciuto” per essere stato costretto a ordinare nuovi attacchi contro l’Iran per due notti.

Washington, tuttavia, manterrà invariata la propria presenza militare nella fase iniziale dei negoziati. Un alto funzionario americano ha spiegato che l’eventuale riduzione delle forze arriverà soltanto con un accordo definitivo. La linea resta quella di impedire che l’Iran possa dotarsi di armi nucleari. Vance ha ribadito che Teheran potrà ottenere benefici solo rispettando gli impegni assunti e ha precisato che non sono stati trasferiti fondi al governo iraniano.

Anche il presidente americano ha insistito sul tema nucleare: “L’Iran non avrà mai la bomba nucleare”. Per Trump il memorandum rappresenta un’intesa significativa, definita “un documento potente”, diverso dall’accordo raggiunto durante l’amministrazione Obama, da lui criticato in passato. Il vicepresidente Vance ha inoltre spiegato che uno degli obiettivi dei prossimi negoziati tecnici sarà garantire che “lo stretto di Hormuz rimanga accessibile senza pedaggio a lungo termine”.

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