Marco Rizzo è uno dei politici che non godono delle prime pagine dei giornali perché il quello che era nato nel 2022 come un movimento è poi diventato nel 2024 un partito, capace di ottenere l’1,2% di conensi, un numero esiguo ma che comunque aveva gettato il seme verso una novità chiamata Democrazia Sovrana Popolare.
Rizzo e Toscano, le menti dietro DSP
Il partito di Democrazia Sovrana Popolare è nato dall’unione delle idee di Marco Rizzo e Francesco Toscano, una coppia che lavorativamente parlando sembrava unita e compatta sul futuro del loro partito ma ultimamente qualcosa sembra essersi incrinato.
Rizzo ha disertato il raduno di DSP organizzato a Roma la scorsa domenica, un gesto che naturalmente non è piaciuto a Toscano e che ha minato la credibilità di un partito sempre più prossimo allo scioglimento.
Ma ciò che ha fatto infuriare di più Toscano è la motivazione presa da Rizzo per questo cambiamento.
Troppo forte la corte di Roberto Vannacci
Rizzo non si è presentato a Roma perché aveva sentito di recente Roberto Vannacci, il fondatore di Futuro Nazionale, partito arrivato al 6% e con ampi margini di crescita in vista delle politiche del 2027.
Rizzo aveva tessuto le lodi di Vannacci – “Un generale che ripudia la guerra mi piace” – ed altri elogi, elogi secondo lui parte di contatti con altri personaggi della politica e non legati ad idee politiche ma a quanto sembra non è così.
Infatti è apparso un video su Youtube, come riportato anche da Repubblica, dove lo stesso Rizzo parla di un nuovo partito pronto a nascere, il cui slogan è “L’Italia del domani”.
Il gesto non è andato giù a Toscano che ora ne chiede le dimissioni formali, sue e di chiunque interno a Democrazia Sovrana Popolare voglia andare nel nuovo partito che fonderà Rizzo.
