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Roma, allarme bomba a scuola: “non volevo prendere un brutto voto”
Cronaca

Roma, allarme bomba a scuola: “non volevo prendere un brutto voto”

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Roma, allarme bomba a scuola: "non volevo prendere un brutto voto"

Allarme bomba in un liceo artistico di Roma, è stato un alunno che temeva di essere interrogato e non voleva prendere un brutto voto.

Allarma bomba a scuola. È successo a Roma, in una scuola dell’Eur. Peccato, però, che fosse un falso allarme ad opera di uno studente che non aveva nessuna voglia di rischiare di essere interrogato: “Non volevo prendere un brutto voto!”.

È successo questa mattina, teatro dello sconsiderato e stupido gesto è stato uno studente del Liceo Artistico Caravaggio, che per l’appunto si trova in zona Eur, quartiere a sud della Capitale. L’alunno non ci ha pensato due volte, ha chiamato la scuola e recitato la frase spaventosa: “C’è una bomba a scuola.”.

A quanto pare, però, subito dopo qualche indagine, si è subito scoperto che – per fortuna! – nella scuola non c’era nessuna bomba. Era, infatti, solo un modo stupido che lo studente aveva architettato per saltare l’interrogazione.

“Avevo paura di prendere un brutto voto”, è stata questa la giustificazione che l’alunno, un 20enne romano che frequenta l’istituto, si è visto costretto a fornire agli agenti della polizia per aver fintamente allarmato tutti, annunciando l’esplosione di una bomba a scuola.

Non ha potutto che dire la verità, poiché è stato immediatamente individuato.

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Allarme bomba a scuola

La ricostruzione dei fatti è stata, per fortuna, abbastanza semplice. Il giovane studente non se l’è cavata solo con una ramanzina, ma è stato denunciato per procurato allarme ed interruzione di pubblico servizio. Aveva avuto questa bella pensata per saltare l’interrogazione, ma non è stato abbastanza furbo.

Subito dopo la telefonata, infatti, chiamate le forze dell’ordine sono scattate le immediate verifiche del caso. È stato un docente a chiamare il 112, e subito dopo la segnalazione è partita la bonifica dell’intero istituto. Tutto l’edificio, quindi, è stato setacciato dagli artificieri e dalle unità cinofile della Polizia di Stato, senza il ritrovamento di nessun ordigno.

Lo studente, comunque, è stato scoperto perché il suo numero di telefono è apparso sul display della segreteria scolastica. Non è stata una mossa furba la sua, affatto. Infatti, a seguito della scoperta del numero di telefono, gli agenti del Reparto Volanti, in sinergia con quelli del commissariato Esposizione, lo hanno subito individuato.

L’autore della telefonata è stato scoperto, e la sua bravata è durata pochissimo. Come se non bastasse, inoltre, sono proseguiti indagini e accertamenti da parte degli inquirenti. A quanto pare, infatti, risultano due precedenti segnalazioni di ordigni, arrivate allo stesso istituto, solo nello scorso mese.

Procurato allarme

“Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità, o presso enti e persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516.”. Questo l’articolo del codice penale che riguarda il procurato allarme.

Nella fattispecie di procurato allarme è prevista e punita dall’art. 658 del codice penale, rubricato procurato allarme presso l’Autorità. Tal ecaso si configura come contravvenzione ed è contemplata nel titolo I (contravvenzioni di polizia), capo I (contravvenzioni concernenti la polizia di sicurezza), sezione I (contravvenzioni concernenti l’ordine pubblico e la tranquillità pubblica), paragrafo 1 (contravvenzioni concernenti l’inosservanza dei provvedimenti di polizia e le manifestazioni sediziose e pericolose).

Per procurato allarme si intende il compimento di atti che fanno scattare le procedure di emergenza senza che vi sia la presenza di un reale pericolo. Ci si riferisce a diverse e molteplici situazioni: dai casi di piccola rilevanza (ad esempio: l’utilizzo di un segnalatore di incendio in una scuola, senza la presenza di un incendio) a fatti di maggiore impatto sociale.

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