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Russiagate, secondo la CNN Trump sapeva delle bugie di Flynn all’Fbi

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Secondo quanto riportato dalle fonti della CNN Trump era a conoscenza già da tempo delle bugie si Flynn all'FBI sul caso Russiagate.

Se da un lato per il presidente Trump sembrano migliorare le cose, dall’altro non si placa la tempesta scatenata dall’inchiesta sul Russiagate. Pochi giorni fa, la confessione di Micheal Flynn sembrava aver aperto le procedure verso l’impeachment (mossa graditissima agli avversari del presidente).

Confessione di aver mentito ai vertici dell’FBI sul caso Russiagate. Sembrava cosa fatta: quasi una vittoria. Ma “quasi” non significa vittoria: significa quasi.

Pare infatti che il presidente D. J. Trump fosse a conoscenza delle bugie di Flynn sin da Gennaio. Questa consapevolezza “presidenziale” aveva portato al licenziamento di Flynn già il 13 Febbraio, dopo appena 24 giorni di amministrazione. Il presidente sapeva delle menzogne del suo (al tempo) segretario per la sicurezza nazionale.

Solo poi a Maggio avvenne il siluramento dell’ormai ex capo dell’FBI James Comey, da cui è nato il processo Russiagate. A chiudere al momento il quadro, giunge anche la sospensione del reporter della ABC che aveva investigato su Flynn. Per lui l’accusa è di aver riportato dati e testimonianze false che avrebbero visto Flynn accusare direttamente Trump. Sembra che per l’Impeachment bisognerà ancora aspettare.

Russiagate

Stando alle informazioni rilasciate direttamente dal presidente dunque gli incontri con i russi ci sarebbero stati, ma in una sede diversa da quella delle elezioni.

Sarebbero avvenuti dunque post-campagna elettorale, perciò in maniera del tutto legittima, come capo di stato. Anche la ABC infatti avrebbe corretto il tiro delle proprie affermazioni dopo la sospensione del suo reporter. Dice infatti la ABC che l’incontro tra Trump e i Russi tramite Flynn, è avvenuto poco dopo le elezioni. Tra i temi dell’incontro quello dello scambio di informazioni e la promessa di collaborazione tra i due paesi nella lotta all’ISIS e al Terrorismo Internazionale.

Sembra che questa non sia la prima volta che il signor Brian Ross, il reporter sospeso, compia un errore nel riportare fatti e parole altrui. Casi già avvenuti in passato si erano verificati.

Resta comunque nell’occhio del ciclone Micheal Flynn, ex segretario per la sicurezza nazionale. Deve ancora chiarire la sua posizione in questi eventi burrascosi. Dovrà anche difendesi dalle accuse di falso testimonianza e falso ideologico nei confronti di Pubblici ufficiali dell’FBI (il documento riporta dichiarazioni false, fittizie e fraudolente).

Grazie alla sua testimonianza, per quanto Trump non ne sembri toccato, il procuratore Robert S. Mueller è entrato nella Casa Bianca. Intenzionato a far luce sugli angoli oscuri e sui movimenti dei personaggi che costituiscono la cerchia ristretta dei consiglieri del presidente.

Il genero di Trump

Tra gli indagati usciti dalla volontaria collaborazione di Flynn con la Giustizia, anche il genero d Trump, Jared Kushner. Il giovane Kushner, marito di Ivanka Trump, sarebbe infatti stato tirato in mezzo. Il giovane ha fatto sapere, tramite il suo legare, di essere pronto a collaborare con la giustizia americana e dare spiegazione laddove sia ritenuto necessario. Già da tempo Kushner collabora alle indagini sul Russiagate.


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