Le autorità danesi hanno svelato un piano preoccupante: la Russia starebbe preparando azioni di sabotaggio contro aziende locali, con un focus particolare sull’industria della difesa. Questo allarme arriva in un momento di alta tensione tra l’Unione europea e la Russia, con episodi di guerra ibrida che si moltiplicano.
Emil Græsholm, capo del controspionaggio danese presso il Pet la polizia di sicurezza danese, ha dichiarato che i servizi segreti russi stanno attivamente preparando azioni di sabotaggio.
Tra i target sensibili ci sono le aziende che producono armi per la guerra in Ucraina. La situazione è critica, soprattutto perché Mosca starebbe cercando di reclutare collaboratori locali.
Il reclutamento di collaboratori locali
Uno degli aspetti più preoccupanti è il tentativo della Russia di reclutare cittadini danesi per supportare le sue operazioni.
Græsholm ha sottolineato che è estremamente grave se i cittadini danesi aiutano i servizi segreti russi, sia intenzionalmente che involontariamente. Questo fenomeno non è isolato, ma fa parte di una strategia più ampia di guerra ibrida che la Russia sta portando avanti in vari Paesi europei.
La risposta dell’Unione europea
L’allarme lanciato dalla Danimarca arriva in un contesto di crescente tensione tra l’Unione europea e la Russia.
La Germania ha recentemente accusato Mosca per l’attacco con droni a Lipsia e l’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri Kaja Kallas, ha dichiarato che se confermato, il fatto che uno dei sospetti sia entrato nell’area Schengen con un visto turistico italiano dovrebbe convincere anche gli Stati membri scettici a procedere con le restrizioni sui visti.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito l’attacco di Lipsia una nuova escalation russa, sottolineando la necessità di intensificare gli sforzi per rispondere all’imprudenza di Mosca. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha ribadito che l’unità dell’Alleanza è incrollabile e che il supporto all’Ucraina rimane una priorità.
Le reazioni internazionali
Il ministro della Difesa lituano, Robertas Kaunas, ha definito la Russia uno Stato terrorista sottolineando che la Nato deve essere in grado di rispondere adeguatamente alle azioni di guerra ibrida. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso preoccupazione, definendo l’attacco con droni a Lipsia un’ulteriore escalation russa.
In questo contesto, la Danimarca si trova in prima linea nella difesa contro le minacce russe. Le autorità locali stanno lavorando per identificare e neutralizzare le operazioni di sabotaggio, ma la sfida rimane complessa, soprattutto a causa del tentativo di reclutamento di collaboratori locali.
