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Coronavirus, lo studio svizzero: donne in gravidanza più a rischio

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Secondo un studio svizzero le donne in gravidanza correrebbero un rischio da 3 a 5 volte maggiore di sviluppare una forma grave di coronavirus.

Una recente ricerca condotta dal Centro ospedaliero universitario del Canton Vaud (Chuv), nella Svizzera francese, ha reso noto come le donne in stato di gravidanza correrebbero un rischio da 3 a 5 volte maggiore di sviluppare una forma grave di Covid-19 dopo essere state contagiate dal coronavirus.

I dati emersi dallo studio potrebbero pertanto essere adoperati dalla Società nazionale di ostetricia e ginecologia al fine di modificare i protocolli sanitari per le donne in dolce attesa.

Coronavirus, aumenta rischio per donne incinte

Secondo quanto affermato da David Baud, responsabile del Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia del Chuv lo studio avrebbe ribaltato la credenza diffusa che le donne incinte non riscontrassero particolari problemi a seguito del contagio da Sars-CoV2: “I dati più recenti hanno dimostrato invece che le donne incinte hanno da 3 a 5 volte più probabilità di sviluppare una forma grave di Covid-19 […] la malattia induce cambiamenti nella placenta che può essere infettata Questo lascia supporre che i bambini siano meno ben nutriti nell’utero e quindi potrebbero sviluppare un ritardo della crescita”.

Baud ha inoltre aggiunto: “Abbiamo recentemente appreso che il virus può raggiungere il feto, anche verso la fine della gravidanza. L’impatto dell’infezione materna nel primo e nel secondo trimestre è ancora poco noto, motivo per cui le pazienti infette dovrebbero essere attentamente monitorate durante il resto della gravidanza. […] Quello che sappiamo è abbastanza allarmante da collocare le donne incinte fra i gruppi a rischio”.

I nuovi protocolli sanitari

I risultati della ricerca saranno discussi dalla Società di ostetricia e ginecologia fino al prossimo, quando si presume possa iniziare l’elaborazione di nuovi protocolli sanitari specifici per le donne in gravidanza che Baud auspica possano essere pronti entro la fine di agosto, di modo da poter prendere le dovute precauzioni in vista di un’eventuale seconda ondata di coronavirus il prossimo autunno. Nel frattempo, lo stesso Chuv ha istituito il registro mondiale dei bambini affetti da Covid-19, in cui: Sono documentati più di mille casi di pazienti infetti.

Questo fornirà dati più affidabili. Al momento stiamo effettuando i primi test e speriamo di avere risultati entro la fine di agosto”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Monia
16 Luglio 2020 08:09

Quante putt…e per fare terrorismo mediatico e psicologico! siete da galera!


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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