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Coronavirus, la differenza con l’influenza e il rischio di decesso

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Come è cambiato il rischio di esposizione al Coronavirus, qual è la differenza con l’influenza? Lo spiega Milena Gabanelli sul Corriere della Sera.

Coronavirus differenza influenza
Coronavirus differenza influenza

Quante volte abbiamo sentito affermare che il Coronavirus in questi mesi estivi è diventato meno aggressivo? E quante altrettante volte è stato spesso comparato con i sintomi influenzali? In effetti gli ultimi dati emersi dalle indagini Istat ci raccontano uno scenario decisamente diverso da quello che abbiamo visto tra marzo e aprile dove la media giornaliera dei decessi aveva toccato il suo apice.

Anche per ciò che riguarda la differenza con l’influenza, spesso il Coronavirus è stato associato a quest’ultima a causa dei molti dei sintomi in comune come ad esempio la tosse, la febbre o ancora la stanchezza. In questo senso Milena Gabanelli in un approfondimento pubblicato sul “Corriere della Sera”, ha fatto chiarezza partendo da dati divulgati dall’Istat, dalla Protezione Civile, dal ministero della Salute o ancora dall’Istituto Superiore di Sanità.

Coronavirus, il rischio di decesso

Il Coronavirus è diventato meno pericoloso? Analizzando alcuni dati è emerso che l’indice dei decessi tra luglio e agosto rispetto a quello tra marzo e aprile si è pressoché dimezzato. Nel periodo tra marzo e aprile la probabilità di morte delle persone ricoverate era al 28,9% per passare al 15,3% nel periodo maggio-giugno e per passare infine al 4,9% di agosto. I motivi di questa diminuzione possono essere molteplici: dall’aumento dei tamponi che permettono alla struttura sanitaria di curare tempestivamente il paziente, all’età media dei contagiati che si è abbassata.

Si è passati infatti alla media dei 60 anni inziale per arrivare ai 34 attuali. Ha aiutato non poco infine il fatto che gli ospedali non fossero messi sotto stress, nonché una maggiore consapevolezza dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

Coronavirus o Influenza?

Anche in questo caso nonostante molti sintomi siano in comune come ad esempio tosse, dolori gastrointestinali e muscolari, febbre o ancora stanchezza, possiamo dire che il Coronavirus non è comparabile ad una normale influenza.

Partendo da alcuni dati elaborati da ispi, da Istat o ancora dal reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, quello che è emerso è che sia per ciò che riguarda il tasso di contagiosità, sia per quanto riguarda il decorso della malattia, il Coronavirus è sicuramente più aggressivo rispetto ad una tipica influenza.

Partiamo dal tasso di contagiosità: ogni persona contagiata dal Coronavirus infetta statisticamente fino a 3,8 persone con le due persone per chi ha contratto l’influenza.

Anche per quanto riguarda i ricoveri i dati la curva è decisamente più alta: nel periodo di massimo contagio vale a dire tra marzo e aprile i ricoverati erano tra il 15 e il 20% contro l’1 e il 2% degli ammalati di influenza. Infine anche i tempi di incubazione del Coronavirus sono maggiori: per il Coronavirus si parla infatti di una media di quattro o cinque giorni.

Classe 1989, laureata in Lingue per il turismo e il commercio internazionale, gestisce il blog musicale "432 hertz" e collabora con diversi magazine.


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Valentina Mericio

Classe 1989, laureata in Lingue per il turismo e il commercio internazionale, gestisce il blog musicale "432 hertz" e collabora con diversi magazine.

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