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Covid, ultimo studio dimostra persistenza sintomi anche per mesi

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Lo studio pubblicato da "The Lancet", in linea con altri precedenti, suggerisce un problema di sintomi post-covid per alcune persone

covid sintomi

In base a un recente studio pubblicato su “The Lancet”, sei mesi dopo l’esordio del Covid -19, la maggior parte delle persone ha riportato almeno uno dei sintomi che persisteva, tra i quali principalmente, affaticamento e debolezza muscolare.

Covid, sintomi persistono dopo mesi

Si parla sempre più frequentemente di “Long Covid” o “Post-covid” per descrivere una serie di malesseri persistenti anche dopo la fine della positività al Covid-19. I dati sono ancora frammentari, ma in diversi Stati si sta cercando di studiare il fenomeno anche se ovviamente occorrerà ancora diverso tempo prima di arrivare a degli studi completi sulla questione. Tra i vari studi, uno degli ultimi in ordine di tempo è quello pubblicato su “The Lancet“che riporta lo studio di Chaolin Huang e colleghi riguardo il follow-up clinico di 1733 pazienti adulti (48% donne, 52% uomini; età mediana 57,0 anni, IQR 47,0-65,0) con COVID-19 che sono stati dimessi dal Jin Yin- tan Hospital (Wuhan, Cina).

E che riporta risultati in linea con altri studi effettuati in precedenza su questo argomento.

Stanchezza sintomo più diffuso

Sei mesi dopo l’esordio della malattia, il 76% (1265 su 1655) dei pazienti ha riportato almeno un sintomo che persisteva, con affaticamento o debolezza muscolare il sintomo più frequentemente riportato (63%, 1038 su 1655). Più del 50% dei pazienti presentava anomalie residue nell’imaging toracico. La gravità della malattia durante la fase acuta era indipendentemente associata all’entità della compromissione della diffusione polmonare al follow-up.

Un problema da tenere presente

Lo studio prosegue poi con una serie dettagliata di dati clinici che solo chi opera nel settore sanitario può debitamente interpretare ma la sostanza è che un problema di post- covid si pone per alcune persone nonostante la guarigione dal virus testimoniata dal tampone negativo. Ovviamente si tratta sempre di dati da prendere con le dovute precauzioni (ad esempio, riguardo lo studio in questione, solo il 4% -76 su 1733 – è stato ricoverato in un’unità di terapia intensiva) perchè, come ripetiamo, occorrerà attendere del tempo per avere delle informazioni definitive. Tuttavia, tutti gli studi finora effettuati suggeriscono un problema di post-covid o long-covid con l’esigenza di monitorare le persone che manifestano questi sintomi, con tutto lo sforzo organizzativo che questo comporterà sulle strutture sanitarie dei singoli paesi.

Classe 1971, nata a Roma, lavora come inviata e redattrice presso ArtsLife.


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Vera Monti

Classe 1971, nata a Roma, lavora come inviata e redattrice presso ArtsLife.

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