Salvini sposta 42 milioni da accoglienza a rimpatri migranti
Salvini sposta 42 milioni da accoglienza a rimpatri migranti
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Salvini sposta 42 milioni da accoglienza a rimpatri migranti

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Salvini annuncia di aver spostato 42 milioni del fondo immigrazione dall'accoglienza ai rimpatri. Stretta anche sui permessi per motivi umanitari.

Nuova stretta di Matteo Salvini sull’accoglienza. Il Viminale, infatti, sposta 42 milioni di euro a favore dei rimpatri volontari. “La voce è sempre quella, immigrazione, ma c’è modo e modo di usare i fondi che stanno sotto quella voce” chiarisce. Il ministro dell’Interno, inoltre, invia una circolare affinché le Prefetture e le Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale siano più rigorosi in merito ai permessi di soggiorno per motivi umanitari, oggi ottenuti dal 28 per cento dei migranti.

Salvini: stop permessi motivi umanitari

“Con una circolare a prefetti e presidenti delle Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale, ho personalmente richiesto velocità e attenzione nel dare accoglienza a chi scappa veramente dalla guerra ma anche nel bloccare tutti coloro che non ne hanno diritto” annuncia ieri sera su Facebook Matteo Salvini. Il ministro dell’Interno chiede maggior rigore in merito ai permessi di soggiorno per motivi umanitari, richiesti e ottenuti dal 28 per cento dei migranti approdati in Italia.

Salvini invita quindi le Commissioni alla “necessaria rigorosità dell’esame delle vulnerabilità degne di tutela”.

“Su 43mila domande esaminate, i rifugiati sono il 7% mentre la protezione sussidiaria raggiunge il 15 per cento” puntualizza il vicepremier leghista, nel corso della conferenza stampa congiunta con il vicepresidente del Consiglio presidenziale della Libia, Ahmed Maiti. “Poi abbiamo – prosegue – la protezione umanitaria che, sulla carta, è riservata a limitati e residuali casi di persone che, pur non essendo in fuga dalle guerre hanno necessità di una tutela”.

“Ma rappresentano il 28 per cento dei casi che poi arriva al 40 con i ricorsi, decine di migliaia di persone. – sottolinea – E spesso diventano la legittimazione dell’immigrazione clandestina“. Il ministro dell’Interno ha poi aggiunto: “L’anno scorso dal primo giugno al tre luglio, con un altro governo ed un altro ministro, sono sbarcate 24.900 persone. Quest’anno, dalla data del mio insediamento ad oggi, ne sono sbarcate 3.098”. “Il mio obiettivo è che ne sbarchino ancora di meno, il business dell’immigrazione clandestina è finito” assicura quindi.

Accoglienza: tagli per 42 milioni

Nel ribadire poi che “donne incinte, bambini e rifugiati restano in Italia” e chi dice il contrario mente, Matteo Salvini annuncia quindi che il Viminale ha spostato 42 milioni dall’accoglienza dei migranti ai rimpatri volontari.

La decisione è stata presa dopo aver analizzato tutti i progetti di “integrazione ed accoglienza” finanziati sia dall’Italia sia dall’Unione europea.

“Quello che fino a poco fa era un business che faceva arricchire pochi sulle spalle di molti, diventa un investimento in sicurezza e in rimpatri – precisa quindi il ministro dell’Interno – La voce è sempre quella, immigrazione, ma c’è modo e modo di usare i fondi che stanno sotto quella voce”.

Salvini è chiaro. Con la chiusura dei porti alle navi delle Ong e con queste nuove direttive, non deve più arrivare “una sola donna o un bambino su un gommone o barcone”. “Ci arrivi in aereo, magari anche in prima classe, ma non con barconi” osserva. “In queste ore – evidenzia quindi – non c’è più una nave delle pseudo organizzazioni umanitarie fuori dalle acque libiche”.

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