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San Basilio e Tor Cervara: gli ultimi sviluppi degli sgomberi a Roma

San Basilio e Tor Cervara: gli ultimi sviluppi degli sgomberi a Roma

Due operazioni di sgombero hanno coinvolto il quartiere San Basilio e Tor Cervara a Roma. Scopri i dettagli delle operazioni e cosa è stato trovato.

Roma continua a fare i conti con situazioni complesse legate alle occupazioni abusive. Negli ultimi giorni, due operazioni di sgombero hanno coinvolto il quartiere San Basilio e Tor Cervara, portando alla luce situazioni critiche e numeri significativi.

La polizia ha agito in due aree diverse della capitale, rivelando dinamiche preoccupanti e situazioni di illegalità che richiedono attenzione.

Vediamo cosa è successo in dettaglio.

San Basilio: sgombero e recupero di bombole di GPL

Nel quartiere San Basilio, in via Pieve Torina, è stato eseguito uno sgombero che ha portato alla rimozione di 46 bombole di GPL. L’immobile era occupato da tempo da persone di etnia sinti e faceva parte di un piano programmato dalla prefettura.

L’operazione è scattata in seguito alle decisioni prese durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Al termine dell’intervento, la struttura è stata riconsegnata alla società proprietaria, che ha avviato le procedure per la messa in sicurezza dell’area.

Le bombole di GPL, utilizzate dagli occupanti per le esigenze domestiche quotidiane, sono state recuperate e messe in sicurezza dagli enti competenti.

Questo intervento è solo l’ultimo di una serie di azioni volte a risolvere situazioni di illegalità e pericolo nel quartiere.

Tor Cervara: maxi sequestro di droga e identificazioni

A Tor Cervara, in via Cesare Tallone, la polizia ha scoperto un sito di stoccaggio e confezionamento di droga. L’operazione ha portato all’identificazione di 30 persone, di cui 11 cittadini extracomunitari.

Nel fabbricato sono stati trovati ingenti quantitativi di eroin, crack, cocaina e hashish, oltre al materiale chimico necessario per la sintesi e il taglio della droga. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro.

Dei 30 occupanti identificati, tre uomini – rispettivamente di nazionalità nigeriana, tunisina e algerina – sono stati condotti presso i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di altre province in attesa delle procedure di espulsione.

L’immobile era già stato al centro dell’attenzione pubblica in passato, con precedenti interventi delle forze dell'ordine per blitz anti-droga, il ritrovamento di armi e il sequestro di decine di dosi. La situazione critica ha portato a numerosi interventi, ma la risoluzione definitiva sembra ancora lontana.

Il nuovo proprietario dello stabile ha già fatto sapere che il rudere sarà abbattuto. Tuttavia, chiudere gli accessi per impedire nuove occupazioni non sarà facile, considerata l’ampiezza del fabbricato e la totale assenza di pareti.

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