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Saviano morto su Max, copertina shock

Roberto Saviano steso, morto, sul lettino di un obitorio. Questo il fotomontaggio in copertina su Max in uscita il 25 giugno.

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Roberto Saviano steso, morto, sul lettino di un obitorio. Questo il fotomontaggio in copertina su Max in uscita il 25 giugno; l’immagine, realizzata da Gian Paolo Tomasi per la rivista del direttore Rossi (rivista edita dal gruppo RCS) è accompagnata da una didascalia che così racconta la foto “Lo vorrebbero così: senza vita, ridotto al silenzio.

Ha molti nemici: i camorristi, Berlusconi, Fede, Borriello, Daniele Sepe… Ma la sua vita è già una condanna”. Dunque la rappresentazione vorrebbe difendere Saviano, aprendo l’immaginazione del lettore sulla condanna cui sarebbe destinato uno che fa il mestiere dell’autore di Gomorra. Attenzione ai tranelli. Saviano non si è mai autocommiserato nè tantomeno spinto ad immaginarsi pubblicamente morto ed infatti ha subito commentato l’immagine con parole molto chiare e dure: “Trovo il fotomontaggio che mi rappresenta morto in obitorio di cattivo gusto.

Un’immagine – ha detto lo scrittore – utilizzata per speculare cinicamente sulla condizione di chi come me in Italia e all’estero vive protetto. Un’immagine profondamente irrispettosa per tutti coloro che per diversi motivi, spesso lontano dai riflettori, rischiano la vita. Tutta questa pressione sulla mia morte, poi, lascia sgomento me e la mia famiglia. Ad ogni modo rassicuro tutti: non ho alcuna intenzione di morire”.

L’operazione fatta da Max, lungi dallo sconvolgere in maniera positiva evocando immagini che ci auguriamo non diventino mai vere e dalle quali non desideriamo essere sfiorati neppure in maniera immaginaria, aiuta invece largamente coloro che vogliono dipingere Roberto Saviano come un mercenario pronto a tutto per i soldi; aiuta chi, avendo il cervello completamente bacato dalla malavita o dalla stupidità, spera che quella immagine diventi reale.

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