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Invasione cimici asiatiche: i rimedi degli esperti per eliminarle

Zanzariere e barattolo con acqua e sapone: sono solo alcuni dei rimedi consigliati da Massimo Bariselli, esperto del Servizio fitosanitario regionale

invasione cimici asiatiche
invasione cimici asiatiche

Negli ultimi anni in molte province italiane l’autunno si apre all’insegna di un’invasione di cimici asiatiche. Si intrufolano nelle case, nelle fessure delle finestre e in tutte le zone in cui sono più riparate dal freddo e se ne contano fino a centinaia. Molto sgradevoli alla vista e soprattutto all’olfatto, le cimici stanno avendo un impatto pesante in particolare sulle coltivazioni, che secondo Coldiretti potrebbero registrare per alcune categorie perdite del 20-25% della produzione, con punte fino al 40%. Protagonista dell’invasione non è la cimice verde, da sempre presente anche in Italia. Il vero problema è dato dalla cimice marmorata, che è alloctona, cioè una nuova nel nostro continente. Bisogna aspettare la stagione più fredda per vedere ridimensionato il problema.

Nel periodo più freddo, infatti, la loro mobilità ne risente, risultando particolarmente ridotta. Invasione cimici asiatiche: Massimo Bariselli, esperto del Servizio fitosanitario regionale, ha riportato un vero e proprio vademecum con i rimedi utili a eliminarle.

Invasione cimici asiatiche, i rimedi

350 milioni di euro solo per pere, pesche e nettarine nel Nord Italia e altri 250 milioni nel resto d’Italia. È questo il danno stimato per il 2019. La cimice asiatica, tuttavia, è una presenza fastidiosa e piuttosto snervante anche nelle case degli italiani. Per questo motivo, la regione Emilia Romagna ha emesso una spiegazione utile a contrastarla.

Massimo Bariselli, infatti, ha ricordato che la cimice asiatica “non punge, non morde e non è pericolosa per l’uomo o gli animali domestici”. Tuttavia, sebbene l’esperto ci tranquillizzi specificando che questo insetto non nidifica nelle case, a differenza delle cimici nostrane “quella asiatica emette un ferormone di aggregazione che ne richiama altre.

Così arrivano a creare gruppi anche di 50-100 esemplari”.

“Non ci sono tecniche vincenti”, fa sapere l’esperto. Poi i consigli: “Non abusare degli insetticidi nell’ambiente domestico. Funziona nel primo periodo, ma poi tornano. Evitare anche di ributtarle all’esterno, poiché molto dannose per l’agricoltura. Meglio un barattolo di acqua saponata, dal quale la cimice, se vi cade o vi viene gettata, non può uscire perché il sapone non permette loro di galleggiare”. Invece, sbagliato gettarle nel water, perché possono invece tornare fuori.

La lotta biologica consiste nel disperdere nell’ambiente degli antagonisti naturali che abbasserebbero la densità di questa cimice così dannosa. In particolare il riferimento è alla cimice samurai. Si tratta “di un insetto nero minuscolo, non ha rischi per l’ambiente né per le persone.

Depone le sue uova solo su quelle delle cimice, soprattutto su quelle asiatiche”.

invasione cimici asiatiche

L’origine

Cina, Giappone e Taiwan: è l’Asia orientale la terra di provenienza di questo insetto. Nei primi anni Novanta aveva già colonizzato l’America settentrionale, salendo a bordo di container e probabilmente infilandosi dentro a imballaggi e bagagli. E forse è proprio attraverso gli scambi commerciali che la cimice asiatica ha raggiunto anche l’Europa. Nel nostro Paese è stata identificata per la prima volta nel 2012, in Emilia Romagna.

In Asia, tuttavia, la densità di questo insetto è controllata e mantenuta proporzionale grazie alla presenza di alcuni antagonisti naturali della specie, non esistenti invece in Italia. “In generale non si tratta di predatori, cioè organismi che si nutrono di cimici, bensì perlopiù di parassitoidi che vanno a colpire le loro uova”. Così ha spiegato Pietro Zandigiacomo, docente di entomologia presso l’università di Udine. A differenza delle cimici verdi, inoltre, le cimici marmorate hanno un ciclo di vita più lungo e depongono più volte le uova (una trentina alla volta, e deponendone fino a 400-500 in totale per individuo). Le altre specie di cimici, al contrario, depongono le uova solo in alcuni, specifici, periodi dell’anno.

La soia è certamente una pianta che favorisce la proliferazione delle cimici asiatiche, la quale però colpisce anche orti e fruttenti. L’esperto dell’università di Udine, infatti, ha precisato che “colpisce una grande varietà di piante, da quelle erbacee, come appunto soia, pomodoro, fagiolino, alle specie arboree, dove danneggia prevalentemente i frutti”.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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