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Scomparsa Emanuela Orlandi: tutte le tappe del caso

Orlandi Emanuela

Dal 2005 al 2023: le tappe più significative dell'iter giudiziario sulla scomparsa di Emanuela Orlandi a quasi quarant'anni di distanza

In questi giorni, ha fatto clamore la notizia della riapertura del caso di Emanuela Orlandi.

A quasi quarant’anni dalla scomparsa di quella ragazzina appena 15enne, ripercorriamo le tappe più significative dell’iter giudiziario sul caso, dalla riapertura dell’inchiesta nel 2005.

Dal 2005 al 2010

Nel luglio 2005, al programma televisivo Chi l’ha visto? arriva una telefonata anonima che invita a controllare la salma sepolta nella basilica di Sant’Apollinare: si tratta del boss della Banda della Magliana Enrico De Pedis, detto Renatino, ucciso nel febbraio 1990.

Neanche un anno dopo, nel giugno 2008, l’amante di De Pedis Sabrina Minardi rivela che Emanuela Orlandi era stata uccisa e che il suo corpo era stato messo all’interno di un sacco e gettato in una betoniera a Torvaianica. In seguito, interrogata più volte, la Minardi cade in contraddizione rispetto alla prima versione dei fatti, smentendo la sua stessa dichiarazione e finendo anch’ella sotto indagine. Nel 2010, vengono inclusi nelle indagini quattro soggetti vicini a De Pedis: l’autista Sergio Virtù, i due collaboratori Angelo Cassani e Gianfranco Cerboni e Monsignor Pietro Vergani, rettore della basilica di Sant’Apollinare fino al ’91.

Dal 2012 al 2020

Dopo che nel maggio 2012 dalla riapertura della tomba di De Pedis non è emerso nulla di rilevante, nel 2014 le dichiarazioni di Alì Agca offrono di nuovo un filo di speranza a cui aggrapparsi ai familiari di Emanuela. Ma l’ex terrorista turco viene definito dalla magistratura quale «soggetto inattendibile», poiché aveva fornito più volte testimonianze infondate e scarsamente credibili. Agca è l’ennesimo buco nell’acqua.

Nel 2019, si stringe il focus su una tomba nel cimitero teutonico della Santa Sede e ne è stata richiesta l’apertura per verificare a chi appartenesse la salma. Nel giro di un anno diventano due i loculi aperti per controllare le salme all’interno. Ma di Emanuela nessuna traccia: ci sono frammenti precedenti alla scomparsa della ragazza, i più recenti di almeno un secolo fa. E poi, gennaio 2023. A quasi quarant’anni dalla scomparsa di Emanuela, il caso Orlandi è stato riaperto.