Una giornata di tensione si è consumata in Val di Susa, dove i manifestanti No Tav hanno assaltato il cantiere di Chiomonte, dando vita a violenti scontri con le forze dell’ordine. L’episodio, avvenuto ieri, ha visto l’uso di bombe carta, pietre e altri oggetti contundenti da parte degli antagonisti, mentre le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti.
L’assalto al cantiere e le reazioni istituzionali
L’assalto al cantiere di Chiomonte è stato particolarmente violento, con oltre 500 manifestanti che hanno cercato di penetrare nell’area. Secondo le prime ricostruzioni, i manifestanti hanno lanciato bombe carta e pietre contro le forze dell’ordine, causando oltre 60 feriti tra i membri delle forze dell’ordine.
Due camionette dei carabinieri sono state incendiate, mentre altre due della Guardia di Finanza sono state danneggiate.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per esprimere la sua solidarietà e vicinanza agli agenti feriti. “Il Presidente della Repubblica ha fatto pervenire la sua vicinanza agli agenti feriti”, si legge in una nota del Quirinale.
La premier Giorgia Meloni ha condannato fermamente la violenza, affermando sui social: “Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato.”
Le dichiarazioni del sindaco e le opere di compensazione
Roberto Garbati, sindaco di Chiomonte, ha espresso preoccupazione per gli eventi di ieri, temendo che possano ritardare ulteriormente i lavori. “Adesso con quello che è successo al cantiere, non so di preciso, ma ho visto fumi, sentito botti, c’erano foto sul web, magari si allungheranno un’altra volta i tempi”, ha dichiarato all’ANSA.
Garbati ha anche parlato delle opere di compensazione, sottolineando che i fondi arrivano “col contagocce”. “Sono quindici anni e ci daranno quattrini col contagocce”, ha detto, precisando che “si chiamano opere di accompagnamento adesso, ma non accompagnano, seguono sempre. Abbiamo ricevuto 18 milioni di euro al momento e in tutto dovrebbero diventare oltre 26”.
Le forze dell’ordine e la risposta alle violenze
Per fronteggiare l’assalto, sono stati impiegati 530 poliziotti provenienti da diverse città italiane, tra cui Torino, Genova, Roma, Bologna, Milano, Firenze, Padova, Bari, Senigallia e Napoli. Domenico Pianese, segretario generale del Coisp, ha definito l’episodio una “vera e propria azione di guerriglia”, sottolineando che “chi oggi ha assaltato un cantiere, incendiato mezzi delle Forze dell’Ordine e aggredito gli operatori in servizio non può essere definito un manifestante”.
Mara Carfagna, segretaria di Noi moderati, ha condannato fermamente la violenza, definendola “ingiustificabile”. “Quando una manifestazione si trasforma in un assalto, con lanci di bombe carta, devastazioni e la ricerca deliberata dello scontro con le forze dell’ordine, allora non è più protesta ma violenza”, ha scritto su X.
La Lega ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine e ha ribadito l’importanza strategica della Torino-Lione, affermando che “non saranno le violenze di una minoranza di estremisti a fermare un’opera fondamentale per lo sviluppo, la competitività e il futuro dei nostri territori”.
