> > "Non compratele", maxi truffa dalla Cina: ecco cosa ci hanno venduto

"Non compratele", maxi truffa dalla Cina: ecco cosa ci hanno venduto

"Non compratele", maxi truffa dalla Cina: ecco cosa ci hanno venduto

Maxi operazione della GdF: sequestrati migliaia di scooter dalla Cina, venduti come bici elettriche ma non conformi.

Maxi operazione della Guardia di Finanza sulle e-bike: migliaia di scooter elettrici venduti come biciclette elettriche sono stati sequestrati in tutta Italia perché ritenuti non conformi alle norme di sicurezza. Al centro dell’inchiesta anche presunte irregolarità nella documentazione utilizzata per l’importazione dei mezzi dalla Cina.

Maxi sequestro in tutta Italia: migliaia di e-bike non conformi

Come riportato da Rai News, una vasta operazione della Guardia di Finanza ha portato alla luce una presunta frode su scala nazionale legata a scooter elettrici commercializzati come biciclette a pedalata assistita, le cosiddette e-bike o EPAC. I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, hanno dato esecuzione a un provvedimento del Tribunale di Palmi – Ufficio GIP, disponendo il sequestro, su tutto il territorio nazionale, di migliaia di veicoli importati dall’estero e venduti come biciclette elettriche, ma ritenuti non conformi ai requisiti previsti dalla marcatura CE.

Secondo gli investigatori, i mezzi non avrebbero quindi garantito gli standard necessari per la circolazione e avrebbero potuto rappresentare un rischio per la sicurezza e la salute degli acquirenti. Nel procedimento risultano indagati un imprenditore palermitano e una società, quest’ultima in relazione alla responsabilità degli enti, per le ipotesi di frode in commercio e falso in atto pubblico.

L’intervento ha richiesto un importante dispiegamento di forze, con il coinvolgimento dei reparti delle Fiamme Gialle di Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana. I controlli nei depositi di grossisti e rivenditori distribuiti in diverse regioni hanno consentito di individuare e sottoporre a sequestro migliaia di veicoli che, secondo quanto emerso, non rispettavano le disposizioni europee e italiane previste per questo tipo di prodotti.

Scooter illegali venduti per bici elettriche: scatta il maxi sequestro dopo la truffa dalla Cina

L’attività investigativa, condotta dal 1° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo anche con il supporto del Gruppo di Gioia Tauro, ha approfondito un fenomeno considerato particolarmente diffuso e potenzialmente pericoloso. Come sottolineato da Rai News, gli scooter elettrici venivano presentati sul mercato come biciclette a pedalata assistita, nonostante caratteristiche che, secondo gli inquirenti, li renderebbero suscettibili di modifiche capaci di alterarne le specifiche tecniche. In questo modo, i mezzi potrebbero circolare sulle strade italiane senza targa e senza la necessaria omologazione.

Per essere considerate e-bike o EPAC, le biciclette a pedalata assistita devono essere equipaggiate con un motore elettrico ausiliario dalla potenza massima di 250 Watt, la cui assistenza deve interrompersi o diminuire progressivamente quando il conducente smette di pedalare e comunque prima del raggiungimento dei 25 km/h. Il settore è regolamentato dalla Direttiva europea 2006/42/CE, la cosiddetta “Direttiva Macchine”, che stabilisce requisiti e procedure in materia di conformità, sicurezza e tutela della salute, prevedendo anche una documentazione specifica per la regolare commercializzazione dei mezzi.

Secondo le ricostruzioni investigative, sarebbero emerse rilevanti carenze, sia formali sia sostanziali, nei documenti presentati da un imprenditore palermitano per certificare la presunta conformità delle e-bike importate dalla Cina. La documentazione sarebbe stata utilizzata dal 2023 a oggi durante le procedure doganali relative ad almeno 6.885 veicoli. Gli uffici competenti, indotti in errore dalle certificazioni ritenute false, avrebbero quindi autorizzato lo svincolo e l’immissione in libera pratica dei mezzi, il cui valore complessivo sul mercato è stimato intorno ai 5 milioni di euro.

Gli accertamenti, svolti anche con la collaborazione dei Ministeri delle Infrastrutture e del Made in Italy e delle associazioni di categoria, avrebbero evidenziato un sistema di certificazioni ritenuto ingannevole. Nei fascicoli tecnici sarebbero mancati, tra gli altri elementi, i disegni complessivi dei mezzi, gli schemi dei circuiti di comando, i disegni completi corredati da calcoli e risultati delle prove, la documentazione sulla valutazione dei rischi, le norme e specifiche tecniche adottate, le relazioni relative ai test effettuati e le misure predisposte per prevenire usi impropri prevedibili, comprese eventuali modifiche dei veicoli.

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