×
L’opinione di Giampiero Casoni

Se Alexander Fleming avesse scoperto la penicillina oggi sarebbe stato crocifisso dai No Pen

Se giri la clessidra e giochi con il tempo ti accorgi di una cosa: che la Storia non è maestra di nulla e che la Scienza genera sospetto prima che rispetto.

alexander fleming penicillina

Giochiamo con la clessidra e col Golgota, cioè con il tempo e con il luogo dove vanno a finire quelli che vogliono il bene del mondo ma a cui il mondo riserva croci, scherno e riabilitazione tardiva e vigliacca. Il 28 settembre 1928 succede una cosa bella e immensa: il medico inglese Alexander Fleming condensa le sue ricerche sulle infezioni mortali che aveva incontrato in guerra e scopre una muffa che stecchisce i batteri responsabili di quelle infezioni che avevano ucciso più soldati dei nemici.

La Penicillina, comparsa per caso su una capsula di coltura in forma di muffa, si affaccia sul mondo e dice che l’80% delle morti da infezione può andare tranquillamente a prendersela in quel posto perché lei ai batteri glie lo fa come un secchio e signori abbiamo una novità: non si muore più. Ripetiamola questa frase ché ha la dolcezza tonda delle Grandi Vittorie: Non-Si-Muore-Più.

Flashback, dissolvenza e salto quantico temporale in mood macedonia: mettiamo che Fleming abbia inventato la penicillina non quando nel Regno Unito i lampioni ciucciavano olio di balena ma oggi, che delle balene siamo tutti amiconi e lo scriviamo su Instagram.

Immaginiamoci lo scenario con le franchigie di chi mescola passato e presente: dei sette e passa miliardi di abitanti del pianeta tre sono a rischio di morire per infezioni assortite, è appena arrivato un virus mannaro che sderena anche i fabbri dello Yorkshire e tutti postano dolore e rammarico sui social.

Poi arriva Fleming che ovviamente ha una pagina Facebook dedicata e magari in bonaria logica sburona ci ha scritto pure “personaggio pubblico”.

Arriva ed urla felice che ha scoperto la penicillina e che se quei tre miliardi di cristiani si fanno fare un’iniezione potranno vivere in pace e non crepare in cancrena e batterio mio scavati la tomba con le tue perfide ciglia ché qui ti si piallano le corna in gloria. Apriti cielo ed apriti forte perché nasce il Movimento No Pen, che viene subito affiancato dalla ben più tignosa Confederazione Mai Muff.

I No Pen, che della mistica del popolo sovrano sono i figli prediletti, invadono le piazze, poi incazzati come bisce fanno boccino ai tre neuroni che giocano a carambola in capoccia e latrano fieri che no, “una muffa proprio no, noncielodicono ma in realtà la muffa è Erba Satanica messa in Coltura dai Rotschild per mandare in trip gli onesti risparmiatori e convincerli che il mondo ha bisogno di una Loggia da cui controllare le nascite e guardate che fine fece quel povero coglione di Pemberton con la sua bevanda drogata”.

Insomma, in nome della libertà di parola emendata dalla facoltà di intelletto questi ferocissimi No Pen e Mai Muff riescono a fare due cose: ad incrementare cancrene mortali e a rallentare la sconfitta dell’Armata del Ceppo Batterico. E Fleming non è il solo a prendersi mazzate e accuse di connivenze con i Poter Forti della Grande Babilonia Mondiale, tocca anche ai governi. Ai sistemi complessi cioè che alla scoperta di Fleming hanno risposto con un “Urrà” e con massicce acquisizioni di muffa, così, tanto per salvare il mondo, compresi i coglioni che odiano la muffa pur avendo grossi grumi della medesima nel cervello.

Perché se giri la clessidra e giochi con il tempo ti accorgi di una cosa: che la Storia non è maestra di un cacchio di nulla, che la Scienza genera sospetto prima che rispetto, e che quelli che questo rispetto non lo hanno sono da sempre i tizi che, da stregoni patentati, cacciano le streghe e crocifiggono i Cristi che salvano il mondo. Poi, dopo anni e annorum, si pentono e li mettono sul comodino. Di solito quando è troppo tardi.

Contents.media
Ultima ora