La visita del segretario di Stato americano Marco Rubio a Roma apre una fase di confronto diplomatico ad alta intensità tra Stati Uniti, Santa Sede e governo italiano. Al centro dell’agenda figurano i principali dossier internazionali — dai conflitti in corso alla sicurezza globale — in un momento in cui il Vaticano rilancia con forza la centralità del dialogo e della mediazione come strumenti per la pace.
Parolin e la diplomazia vaticana: dialogo, mediazione e apertura nei conflitti internazionali
Come riportato da La Presse, la Santa Sede conferma un approccio basato su dialogo e mediazione nei principali scenari di crisi internazionali. Parolin ha ribadito che “proposte ci sono sempre state. Questi conflitti non si possono risolvere con la forza ma vanno risolti attraverso un negoziato sincero, che tutte le parti trovino un punto di convergenza”.
Sul possibile coinvolgimento diretto del Papa in un dialogo con Donald Trump, il cardinale ha precisato: “Vediamo Rubio, poi vedremo gli sviluppi. Il Papa è aperto a tutte le soluzioni, non si è mai tirato indietro con nessuno. Se ci fosse la richiesta di dialogo diretto con Trump, il Papa credo non avrebbe nessuna difficoltà ad accettarlo“.
Commentando gli attacchi rivolti da Trump a Leone XIV, Parolin ha osservato: “Non vorrei entrare in giudizi personali, io credo che il Papa fa quello che deve fare. Attaccarlo in questa maniera mi pare un po’ strano, perlomeno“. Sul ruolo degli Stati Uniti nello scenario globale ha poi sottolineato: “E come si fa a prescindere dagli Usa? Non si può. Nonostante le difficoltà, restano interlocutori perché hanno un ruolo in tutte le situazioni che viviamo . Molti Paesi – ha sottolineato Parolin – dicono che gli Usa devono intervenire, che si devono dare da fare, quindi c’è sempre un riferimento a loro“. E in chiusura ha aggiunto con tono personale: “Io non conto su nessuno, conto su nostro Signore Gesù Cristo“.
Il Vaticano mantiene inoltre un dialogo aperto su questioni interne alla Chiesa, come la posizione di alcuni vescovi tedeschi sulle benedizioni alle coppie omosessuali. Parolin ha chiarito: “Per quanto riguarda la volontà dei vescovi tedeschi di benedire le coppie omosessuali è prematuro parlare di sanzioni”. Ha poi aggiunto: “Siamo in dialogo, vediamo cosa succede. È prematuro dire cosa farà la Santa Sede, è una decisione che aspetta il Papa, ma comunque abbiamo già da tempo iniziato un dialogo su questo punto, esprimendo ciascuno i propri punti di vista e io credo che si riuscirà a trovare una una composizione che sia quello che abbiamo detto anche per quanto riguarda il tema della sinodalità. Qualsiasi decisione deve essere in accordo con il diritto canonico, con il Consiglio Vaticano II, con la tradizione della Chiesa”.
Infine, sulla questione del nucleare iraniano, il cardinale ha voluto precisare la posizione della Santa Sede: “L’affermazione secondo cui per il Papa sia irrilevante che l’Iran possa avere l’atomica non è un’affermazione corretta. Come ha detto il Papa bisogna parlare nella verità”. Ha poi ribadito: “La Santa Sede, – ha aggiunto Parolin- come ha sempre lavorato, continua a lavorare proprio per il disarmo nucleare, quindi non può accettare” interpretazioni distorte della sua posizione. La linea resta quella del confronto: “Il dialogo. Questo conflitti non si possono risolvere con la forza, ma vanno risolti attraverso un negoziato di buona volontà e sincero“.
Marco Rubio a Roma: agenda diplomatica tra Vaticano e Palazzo Chigi
Il segretario di Stato americano Marco Rubio è arrivato a Roma per una missione diplomatica che lo vede impegnato su più fronti istituzionali. Il programma prevede oggi l’udienza in Vaticano con Papa Leone XIV, mentre domani è in calendario l’incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’appuntamento nella Santa Sede, fissato tra le 11.15 nel Cortile di San Damaso e le 11.30 per l’udienza, dovrebbe durare circa mezz’ora, anche se i tempi effettivi e i toni del confronto saranno comunque significativi per leggere l’orientamento dei colloqui.
Al centro della visita anche le tensioni internazionali e, in particolare, la posizione degli Stati Uniti sull’Iran. Donald Trump ha criticato il Pontefice, attribuendogli una posizione considerata troppo morbida sulla questione nucleare: “È molto semplice: che io renda felice il Papa o meno, l’Iran non può avere un’arma nucleare“. Lo stesso presidente ha aggiunto: Papa “sembrava dire che possono. E io dico che non possono, perché se accadesse, l’intero mondo sarebbe ostaggio. E non glielo permetteremo. È questo il mio unico messaggio“.
Secondo il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, il confronto con Rubio sarà ampio e articolato: “Ascolteremo Rubio, l’iniziativa è partita da loro, poi immagino si parlerà di quello che è successo in questi giorni, non potremo non toccare questi argomenti e poi un po’ in generale tratteremo i temi di politica internazionale: temi come l’America Latina , immagino anche Cuba, ci saranno tutti i temi più caldi“.