Sindaca leghista: “Limitare numero bimbi stranieri a scuola”
Sindaca leghista: “Limitare numero bimbi stranieri a scuola”
Politica

Sindaca leghista: “Limitare numero bimbi stranieri a scuola”

Anna Cisint

La sindaca leghista di Monfalcone Anna Cisint ha annunciato un limite dei bambini stranieri nelle classi. Sessanta o settanta bambini a rischio.

Polemica per la decisione della sindaca leghista Anna Cisint di Molfalcone, in provincia di Gorizia, di limitare la presenza di bambini stranieri nelle classi del paese. Il limite deve essere del 45 per cento, ha affermato la prima cittadina. Ciò significa però l’allontanamento di sessanta o settanta alunni già presenti nelle classi. La decisione della Cisint è stata applaudita dal segretario della Lega Nord Matteo Salvini, oggi vicepremier e ministro degli Interni, ma attaccata dalla senatrice indipendente del Partito Democratico Tatjana Rojc, di origine slovena. Quest’ultima ha presentato un’interrogazione urgente al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e a quello della famiglia Lorenzo Fontana per chiarire e risolvere la situazione.

Anna Cisint e Matteo Salvini

Le dichiarazioni della senatrice

Tatjana Rojc ha chiesto di verificare che il provvedimento della sindaca non comporti “palesi violazioni degli articoli 2 e 3 della Costituzione“. Il primo garantisce “i diritti inviolabili dell’uomo” sia singolarmente che nella società, comportando i “doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Il secondo, invece, stabilisce che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Perciò la Rojc chiede di sapere quali iniziative verranno intraprese per garantire a ogni bambino “il diritto allo studio e alla formazione, evitando un possibile trauma di una discriminazione precoce e, al contrario, offerta l’opportunità di una armoniosa e progressiva integrazione”. Da settembre 2018 circa sessanta bambini rischiano di essere esclusi da scuola con tutti i problemi che ciò comporterebbe e nelle scuole materne di Monfalcone ci sarebbe un problema d’insegnanti in esubero.

I possibili pregiudizi

La Rojc sottolinea quindi il “grave pregiudizio” nei confronti dei bambini e delle loro famiglie.

Questo non può essere risolto accompagnando i piccoli con uno scuolabus negli istituti di altri comuni, né con scuole apposta costituite da Fincantieri come ritiene di fare la sindaca di Monfalcone. Infine la politica ricorda che la presenza di classi – ghetto con soli bambini stranieri o comunque a maggioranza, è una questione che riguarda varie località d’Italia e alcuni in particolare.

Perciò va affrontata “in modo organico” per permettere ai piccoli di origine straniera e alle loro famiglie d’integrarsi nel nostro Paese, senza pregiudizio che ciò impedisca od ostacoli la formazione dei compagni italiani o italiofoni. Staremo a vedere se la proposta sarà accolta. In ogni caso la decisione della sindaca del capoluogo friulano, è controversa e destinata a fare discutere.

Tatjana Rojc

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