Paura al liceo Amaldi di Tor Bella Monaca per un messaggio anonimo che annunciava una sparatoria con 89 vittime. Dopo la segnalazione di uno studente e di una mamma, sono scattati i controlli delle forze dell’ordine con i metal detector all’ingresso dell’istituto.
L’allarme per la sparatoria e i controlli al liceo Amaldi di Tor Bella Monaca
Come riportato anche dall’Adnkronos, un messaggio anonimo comparso sul profilo Spotted del liceo Amaldi di Tor Bella Monaca avrebbe annunciato una possibile azione violenta all’interno dell’istituto, con l’utilizzo di bombe e coltelli e un bilancio indicato di 89 vittime, lo stesso numero delle classi presenti nella scuola. Gli avvertimenti, secondo quanto riferito, sarebbero circolati per diversi giorni fino alla data indicata per l’ipotetico attacco: «Giovedì ci sarà una sparatoria con 89 morti».
A individuare per primo il contenuto sarebbe stato uno studente; successivamente, una madre, informata dalla figlia dopo aver ricevuto lo stesso messaggio, ha contribuito a far scattare la segnalazione alle autorità.
La dirigente scolastica Maria Rosaria Autiero ha quindi informato le forze dell’ordine. Nel tardo pomeriggio di mercoledì, il questore Roberto Massucci, d’intesa con il prefetto Lamberto Giannini, ha disposto per la mattina del primo ottobre un dispositivo di sicurezza attorno alle due sedi dell’istituto di via Domenico Parasacchi.
Gli agenti del VI Distretto Casilino hanno effettuato controlli agli ingressi anche attraverso metal detector portatili, mentre gli equipaggi dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico hanno garantito la sicurezza lungo il perimetro della scuola. Il post è stato successivamente rimosso e le verifiche non hanno fatto emergere armi o oggetti sospetti. La Questura ha spiegato che l’intervento ha permesso di garantire l’ingresso di studenti, docenti e personale «senza alcuna criticità», determinando la neutralizzazione del rischio paventato.
Metal detector e controlli al liceo Amaldi di Tor Bella Monaca, la Questura: “Nessuna criticità”
Come riportato dal Corriere, i controlli sono stati organizzati «in stretto raccordo con il direttore dell’istituto scolastico e con la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale», scegliendo anche operatori giovani per favorire un approccio più diretto con gli studenti. La misura è stata adottata per la prima volta dall’inizio dell’anno scolastico nell’ambito delle disposizioni sul rafforzamento delle attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni di illegalità nelle scuole. Anna Paola Sabatini, direttrice generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, ha spiegato che, davanti a una situazione di potenziale pericolo sottoposta all’attenzione delle autorità, si è proceduto «secondo quanto previsto dalle disposizioni per la tutela della legalità in ambito scolastico».
Dopo l’intervento, tra gli studenti è emersa la preoccupazione per una possibile “militarizzazione” dell’istituto, ma il presidente dell’Anp Roma Mario Rusconi ha respinto questa interpretazione: «Non c’è alcuna militarizzazione, come impropriamente e scioccamente sostengono alcuni ragazzi». Ha quindi precisato che l’eventuale presenza di forze dell’ordine e metal detector non rappresenta una misura destinata a diventare quotidiana.
Anche il collettivo studentesco Amaldi Attiva ha sottolineato sui social che la presenza degli agenti sarebbe stata «solo una forma di precauzione». Intanto, un rappresentante d’istituto ha rassicurato gli studenti sul regolare svolgimento delle lezioni: «Si entrerà come tutti i giorni, in piena tranquillità», ribadendo che «non c’è alcun pericolo per nessuno».
