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Superbonus 110%, finiti i fondi: cosa fare se si è già fatta richiesta

Chi non ha proprio cominciato si mette l'anima in pace ma chi ha avviato la pratica deve finire senza salassi: Superbonus 110%, finiti i fondi:

Superbonus, misura attiva ma fondi finiti

Superbonus 110%, sono finiti i fondi: da un lato quindi c’è una misura attiva e dall’altro le disponibilità a zero con i cittadini costretti a pagare di tasca propria e con 33mila imprese edili a rischio reset. Il problema è grosso e ci sono possibilità di risolvere molto risicate, anche se non mancano gli specialisti che ribadiscono come il credito sia e resti esigibile, cosa questa che però andrebbe fatta capire alle banche.

Il dato è che secondo Enea il 31 maggio i miliardi messi in carnet dai cittadini per il Superbonus 110% ammontavano a 33,7. E i fondi per cui il governo prevedeva un esaurimento nel 2027? Quelli sono fermi a 33,3 miliardi già oggi nel 2022.

Superbonus 110%, sono finiti i fondi, altro che 2027!

Ma le cattive notizie non finiscono qui: le banche hanno interrotto gli acquisti dei crediti fiscali derivanti dal Superbonus e lo stesso sottosegretario all’Economia Federico Freni aveva spiegato che “quello dei crediti fiscali nell’edilizia è un tema che sta assumendo dimensioni preoccupanti“.

E per il futuro? Chiarezza poca e dubbi tanti in alcuni casi dubbi atroci, a contare che molti cittadini si sono esposti e non hanno ricevuto nulla. Qualcuno vorrebbe il rifinanziamento della misura, tuttavia Mario Draghi non è proprio un “fan” della stessa. Il nodo è riuscire a finire gli interventi già cominciati, perché chi non ha avviato nulla e prende atto del fatto che i fondi sono out si mette l’anima in pace e non procede, ma chi aveva proceduto ed aveva anticipato somme ed ora non le riavrà è in guai serissimi.

Come pure sono in guai grossi le 33mila imprese che secondo Cna rischiano il fallimento.

Il commercialista: “Crediti perfettamente esigibili”

Il commercialista Christian Dominici lo ha detto al Corriere della Sera: lo sforamento dei fondi “non dovrebbe essere un problema in questa fase, almeno per la prosecuzione delle attività già in corso. Il credito arrivato nelle casse delle banche è del tutto esigibile e lo sarà per tutti i crediti ceduti prima di uno stop formale a nuovi fondi”.

Si, ma anche in questo caso c’è una “sorpresa”: dal primo luglio 2022 i crediti per i consumatori finali saranno “svalutati”. Insomma, chi chiede 100 di credito si vedrà ritornare 90. E le banche? La politica sembra essere quella del dietro front. Lo ha spiegato bene ai suoi clienti Banca Intesa con una lettera, eccone il sunto: “L’elevato flusso delle richieste pervenute ha purtroppo comportato l’esaurimento della nostra possibilità di compensare i crediti”.

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