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"I titoli dei giornali su Youssef spero li abbia fatti l'ai", la beatificazione della 'mente' del Movimento 17 ottobre

"I titoli dei giornali su Youssef spero li abbia fatti l'ai", la beatificazione della 'mente' del Movimento 17 ottobre

Nel corso della puntata de "DiMartedì", in onda su La7, si è parlato di Youssef Siher, ritenuto l'amministratore dei canali social del "Movimento 17 ottobre". Spicca il commento di Ascanio Celestini, polemico sui titoli dei giornali di destra nei confronti del 30enne italiano di seconda generazione.

Nel corso della puntata de “DiMartedì”, in onda su La 7, si è parlato di Youssef Siher, il 30enne italiano di seconda generazione di origini marocchini che, secondo gli investigatori, è l’amministratore delle pagine social “Movimento 17 ottobre”. Tra i commenti in studio spicca quello de regista Ascanio Celestini.

DiMartedì, si accende il dibattito in studio su Youssef Siher: “I titoli dei giornali su di lui spero li abbia fatti l’intelligenza artificiale”

Durante la puntata su La 7 de “DiMartedì”, si è parlato di Youssef Siher, il 30enne italiano di seconda generazione che, secondo gli inquirenti, sarebbe l’amministratore delle pagine social “Movimento 17 ottobre.” Ricordiamo che le contestazioni nei suoi confronti sono: istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata in manifestazioni pubbliche.

In studio però il dibattito si è acceso, con il regista Ascanio Celestini, che in pratica se “l’è presa” con il governo e con la stampa di destra: “Quando mi dici un nome io cerco di capire chi è questa persona. Siher parla quattro lingue, scrive sui giornali, è una persona che ha studiato, ha trent’anni…

I titoli dei giornali di lui spero li abbia fatti l’intelligenza artificiale”.

DiMartedì, si accende il dibattito in studio: Cazzullo e Di Battista intervengono

Dopo l’intervento di Ascanio Celestini su Youssef Siher a “DiMartedì”, è intervenuto Aldo Cazzullo: “Ci sarà un’indagine e vedremo a che cosa porterà. Mi sembra un po’ consolatorio dire ‘l’abbiamo beccato finisce tutto’ non funziona così“. Poi ecco l ‘attacco al governo: “Io mi ricordo che una trentina di anni fa un po’ tutti i giornali chiamavano gli extracomunitari ‘vucumprà’, un termine spregiativo, razzista, proprio come ‘maranza’. Ricordo che un lettore scrisse a Scalfari ‘perché anche Repubblica usa questo termine?’ e Scalfari rispose ‘lei ha ragione, non scriveremo più vucumprà’. Adesso nessuno usa più questa parola. Ecco, ‘maranza’ è una parola razzista, l’idea che legislatori italiani la usino in questa maniera, la legge anti-maranza, mi sembra vergognoso“. Poi è intervenuto anche Alessandro Di Battista: “Io non so come andrà a finire, questo cittadino è indagato vediamo se sarà rinviato a giudizio vediamo come andrà il processo. Io mi metto nei panni dei trasportatori, degli operai che leggono un giorno che dietro la loro protesta, che è una protesta di sopravvivenza, ci sono i radical chic di Milano, i figli di papà, Putin l’Iran… se continua così la comunicazione dei media che sostengono il governo la prossima volta i pescatori invece che bloccare 46 porti ne bloccheranno 60″.

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