A Cingoli, nella frazione di Troviggiano, un controllo scattato dopo alcune segnalazioni ha portato alla scoperta del corpo di una donna trovata morta in casa, probabilmente deceduta da mesi senza che nessuno lo abbia comunicato. Una vicenda di cronaca che ha immediatamente attivato indagini e verifiche da parte delle autorità, facendo emergere una situazione familiare rimasta a lungo fuori da ogni controllo esterno.
Caso choc a Troviggiano, donna morta da mesi: il casa il marito e il figlio
Nella zona rurale della frazione di Troviggiano, l’intervento delle forze dell’ordine ha portato alla luce una situazione rimasta nascosta per settimane. Come riportato da Il Resto del Carlino, all’interno di un casolare isolato, la donna, Cornelia Daniela Merz, è stata trovata morta nella propria camera da letto, distesa sul letto e coperta con un lenzuolo, in condizioni che hanno subito fatto pensare a una morte avvenuta molto tempo prima, probabilmente oltre due mesi.
L’accesso all’abitazione sarebbe avvenuto dopo una serie di segnalazioni parallele: da un lato l’interruzione dei controlli terapeutici del figlio seguito dal Dipartimento di Salute Mentale di Jesi, dall’altro la preoccupazione di un vicino che non vedeva più la donna da tempo. Quando gli operatori dei servizi sociali sono arrivati sul posto, il marito 74enne avrebbe riferito che la moglie si fosse allontanata per fare la spesa, una versione che ha immediatamente destato sospetti.
Da lì è scattato l’ingresso nell’abitazione e la successiva scoperta, con l’arrivo dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco, del personale sanitario e delle autorità giudiziarie.
Donna morta da due mesi in casa: indagini, ipotesi e quadro familiare
Le prime verifiche effettuate sul corpo non avrebbero evidenziato segni riconducibili a una morte violenta, ma solo l’autopsia potrà chiarire con precisione le cause del decesso. Per questo motivo la Procura ha disposto ulteriori accertamenti medico-legali. Nel frattempo, il marito e il figlio della donna sono stati accompagnati all’ospedale di Jesi per valutazioni cliniche e approfondimenti sul loro stato di salute e sulla loro capacità di gestire la situazione.
L’inchiesta sta delineando un contesto familiare segnato da isolamento e forte chiusura verso l’esterno. La casa, secondo quanto emerso, mostrava segni evidenti di trascuratezza e una situazione di disagio protratto nel tempo, aggravata anche dalla permanenza del corpo nella stanza. Il marito, ex cameriere con esperienze lavorative all’estero e pochi rapporti sociali, avrebbe mantenuto il silenzio sulla morte della moglie, senza comunicarla all’esterno. Il figlio, affetto da una grave disabilità, non avrebbe compreso pienamente la situazione.
Gli investigatori escluderebbero al momento motivazioni economiche, mentre si concentrano su una possibile dinamica legata a isolamento, mancata gestione del lutto e progressivo distacco dai servizi di assistenza.
