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Ucraina, Putin: “Bombardamenti su Kiev falsi di propaganda”. Von der Leyen: “Stop alla guerra o altre sanzioni”

Guerra in Ucraina: il presidente Putin ha affermato che i bombardamenti su Kiev di cui è accusato l’esercito russo siano solo propaganda contro Mosca.

guerra in ucraina

Il presidente Vladimir Putin, in merito alla guerra in Ucraina, ha affermato che le accuse di bombardamenti rivolte all’esercito russo siano mera “propaganda”.

Ucraina, Putin: “Bombardamenti su Kiev sono grossolani falsi di propaganda”

Nel pomeriggio di venerdì 4 marzo, il presidente Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il cancelliere Olaf Scholz.

Al termine del colloquio, il Cremlino ha diramato una nota ufficiale che riporta quanto segue: “Nel corso della sua operazione speciale, l’esercito russo sta adottando tutte le misure possibili per salvare la vita dei civili e le notizie di presunti bombardamenti di Kiev e di altre grandi città sono grossolani falsi di propaganda

. L’attacco alla centrale nucleare è una bugia – e ha aggiunto –. In Ucraina, stiamo assistendo sempre più alla comparsa di mercenari da Paesi terzi, tra cui Albania e Croazia, militanti del Kosovo e persino jihadisti con esperienza di operazioni militari in Siria”.

Putin, inoltre, ribadendo quanto già annunciato parlando ai membri del Consiglio di Sicurezza a Mosca, ha confermato l’intento di distruggere “l’anti-Russia creata dall’Occidente” e di essere “in guerra con neonazisti che “usano i civili come scudi umani”. Pertanto, il Cremlino persisterà nel procedere con la sua operazione militare speciale secondo i piani.

Von der Leyen e Blinken: “Stop alla guerra in Ucraina o altre sanzioni in arrivo”

Le parole pronunciate dal presidente russo hanno suscitato una dura reazione da parte della presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen. La presidente, infatti, ha diramato una nota congiunta con il segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, Antony Blinken, nella quale è possibile leggere: “Noi sappiamo che il conflitto è tutt’altro che finito e restiamo pronti a adottare ulteriori e più severe sanzioni se Putin non si fermerà e tornerà indietro dall’invasione.

Siamo risoluti, determinati, uniti. Abbiamo applicato le sanzioni in tempo record, che dimostrano la nostra determinazione a pagare un prezzo a Putin per la sua invasione dell’Ucraina“.

La nota congiunta, poi, prosegue asserendo: “Putin è via via più isolato nella comunità internazionale ma nonostante le proteste del mondo l’esercito di Putin va avanti – e sottolinea –. La cooperazione tra Usa e Ue è il cuore dell’efficace risposta alla Russia”.

Il segretario di stato americano Blinken ha anche precisato: “I principi stabiliti dopo le due guerre mondiali adesso sono sotto attacco per l’aggressione della Russia contro l’Ucraina commessa dal presidente Putin. Se permettiamo che questi principi vengano violati impunemente, apriremo un vaso di Pandora in ogni angolo del mondo e la pace e la sicurezza che siamo stati in grado di stabilire svanirebbero”.

Zelensky: “Ho parlato con la presidente Von der Leyen su nuove sanzioni contro la Russia e adesione Ucraina a UE”

La presidente della Commissione Europea ha avuto anche un colloquio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Concluso l’incontro, Zelensky ha postato un tweet attraverso il quale ha riepilogato i temi cruciali della conversazione.

Nel tweet, infatti, è stato riportato il seguente messaggio: “Ho parlato con la presidente della commissione europea, Ursula Von der Leyen, e l’ho informata del terrorismo nucleare dell’aggressore. Prevenire è il nostro compito comune – e ha aggiunto –. Con la presidente Von der Leyen, abbiamo discusso di un rafforzamento delle sanzioni contro la Russia. All’ordine del giorno c’era anche la questione dell’adesione dell’Ucraina all’Unione europea”.

Nell’ambito del “terrorismo nucleare” messo in atto dai russi, si inseriscono le rassicurazioni pronunciate dal rappresentante della Russia alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzya. Secondo quanto riferito dalle agenzie russe, l’ambasciatore, intervenendo durante la riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ha garantito che l’esercito russo non interferirà in alcun modo con il regolare lavoro degli operatori impiegati presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia.

Guerra in Ucraina, forze russe a 25 chilometri a nord di Kiev

Nel frattempo, le forze russe si avvicinano in modo sempre più insistente e minaccioso alla capitale ucraina Kiev. A quanto si apprende, le truppe inviate dal Cremlino si trovano a circa 25 chilometri di distanza dal cuore della capitale, in direzione nord. Le truppe, poi, sono a circa 10 chilometri dal centro di Kharkiv e di Chernihiv. L’allarmante notizia è stata riferita da fonti del Pentagono.

L’avanzata di oltre 60 chilometri di convogli militari russi verso Kiev, tuttavia, è stata rallentata e complicata da numerosi e potenti “attacchi diretti” attuate dalle forze di resistenza ucraina. In questo contesto, pare che i militari ucraini abbiano anche fatto saltare un ponte per interrompere la corsa degli invasori, determinati a espugnare la capitale.

In relazione all’avanzata della colonna di mezzi russi che puntano su Kiev, inoltre, il Pentagono ha riferito che questa appare pressoché immobile al nono giorno di guerra, se si considera la posizione attuale dei veicoli.

Secondo quanto riportato dalla CNN, quindi, fonti del Pentagono hanno spiegato: “Certamente crediamo che il fatto che gli ucraini abbiano fatto saltare quel ponte abbiam avuto assolutamente un effetto nel bloccare e tagliare i movimenti di quel convoglio. Ma riteniamo anche che hanno colpito il convoglio in altri punti con attacchi diretti”.

Facebook bloccato in Russia

Sul versante dell’informazione, nel tardo pomeriggio di venerdì 4 marzo, è stato annunciato che l’autorità per le comunicazioni russa ha deciso di bloccare Facebook nel Paese. La misura adottata si pone in linea di continuità con quanto già accaduto nei giorni scorsi quando erano stati attuati svariati episodi di censura nei confronti dei principali social network utilizzati in contesto internazionale.

Novaya Gazeta elimina i contenuti sulla guerra in Ucraina per evitare sanzioni

In considerazione della decisione della Duma di Stato russa di approvare un emendamento al codice penale che prevede di far scontare fino a 15 anni di carcere a chi diffonde “false informazioni” sulla guerra in Ucraina, il periodico russo indipendente Novaya Gazeta ha deciso di rimuovere dai suoi contenuti tutte le informazioni legate all’Ucraina. In questo modo, tenta di prevenire il rischio di incappare in sanzioni, secondo quanto previsto dalla nuova legge sulla stampa. Il periodico, infatti, ha sottolineato: “La legge che sanziona le ‘notizie false’ sulle azioni delle forze armate russe è entrata in vigore. Siamo obbligati a cancellare molti contenuti, ma abbiamo deciso di continuare a lavorare”.

Di Maio: “Congelati beni dal valore di 140 milioni agli oligarchi russi in Italia”

In Italia, il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, ha riferito che sono in fase di adozione i provvedimenti destinati a congelare sul territorio nazionale beni immobili e immobili che risultano essere in possesso dei soggetti russi che sono stati inclusi nelle liste dei regolamenti europei.

A quanto si apprende, il congelamento dei beni mobili e immobili in possesso degli oligarchi russi che si trovano su suolo italiano ammonta a una cifra pari a circa 140 milioni di euro.

Al momento, è già stata portata a termine una prima operazione nell’ambito del congelamento dei beni. L’operazione ha riguardato un’imbarcazione del valore di 65 milioni di euro mentre altri provvedimenti verranno applicati nelle prossime ore nei prossimi giorni.

La notizia è stata confermata anche da fonti vicine al Mef.

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